Aforisma in orbita

27 Gennaio, Giornata della Memoria.

“Nel manifesto degli scienziati razzisti, che si diceva vergato o comunque ideato da Mussolini, si dichiarava che gli ebrei non appartenevano alla razza italiana”.

Rita Levi Montalcini

Biografia breve di rita Levi Montalcini

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Rita Levi Montalcini- neurologa e ricercatrice. Fotografata da Umberto Pizza (Credit)

 

 

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SCIENTISTS, ASSEMBLE!

Proprio come per i supereroi, il vero potere degli scienziati sta nella collaborazione e nella condivisione. Per poter avvicinare bambini e adulti alla scienza sono nati, negli anni, festival e incontri che hanno permesso di guardare con altri occhi materie non sempre amate a scuola. Ce ne sono moltissimi: locali, nazionali e internazionali. Un poutpourri di eventi che trova casa e sostegno in EUSEA (European Science Events Association).

Ma di che cosa stiamo parlando esattamente? EUSEA è una piattaforma internazionale che promuove e sostiene eventi di carattere scientifico in Europa. Tra i suoi iscritti troviamo il “Festival della Scienza” di Genova e “Palermoscienza”, solo per citarne due italiani. Gli iscritti sono per lo più associazioni, istituzioni, università che organizzano e/o partecipano a eventi scientifici pubblici. E’ anche possibile iscriversi come membri singoli a condizione che si abbia un ruolo attivo negli eventi indicati sopra. Nel caso voleste saperne di più ”dal vivo” è possibile partecipare (anche per i non iscritti) alla conferenza annuale che EUSEA organizza, quest’anno a Madrid.

Al momento, EUSEA, in collaborazione con il programma europeo “Horizon2020” e altri partner, sta sostenendo due progetti veramente interessanti.

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Credits: EUSEA

Il primo si chiama “Nucleus” ed è un progetto quadriennale riguardante lo studio del metodo di relazione tra enti ed istituzioni scientifiche, il superamento di ostacoli e barriere di comunicazione tra loro per ottimizzare e implementare, anche sul piano pratico, la ricerca e l’innovazione sostenibile. Proprio come le cellule, che da sole non hanno possibilità di sopravvivere, insieme, invece, creano meraviglie.

Il secondo progetto, si chiama “Perform” e si pone come obiettivo quello di insegnare agli adolescenti la scienza e i suoi metodi attraverso le arti sceniche. Mediante un approccio non convenzionale i ragazzi possono approfondire, ad esempio, in cosa consiste una professione STEM, riflettere e rompere gli stereotipi sulla scienza e sugli scienziati, dibattere sulla bio-etica, in quali sfide della nostra società la scienza può venirci in aiuto. Il “metodo Perform” è in uso in più di 30 scuole tra Spagna, Francia e Regno Unito. Chissà che, un giorno, venga utilizzato anche da qualche scuola italiana!

I progetti e la piattaforma EUSEA sono facilmente consultabili on-line attraverso i link che vi riporto in basso. I siti sono in inglese, strutturalmente ben organizzati e le informazioni sono riportate in modo chiaro.

Allora, chi partecipa?

Vulp

Fonti

EUSEA

Progetto NUCLEUS

Progetto PERFORM

A spasso con una Volpe

C’è chi come animaletto domestico ha un gatto, chi un cane, chi un criceto e chi, come Lou Lubie, dice di avere una volpe. La segue per casa, al lavoro, quando è con gli amici e con il patner… proprio ovunque! E’ sempre con lei, è dentro di lei, è la sua ciclotimia.

Lou Lubie è l’autrice de “La mia ciclotimia ha la coda rossa” (edito da Comicout), una graphic novel a metà tra un’autobiografia e un articolo di divulgazione scientifica, in cui racconta la sua vita con questa malattia immaginandola una volpe.

La ciclotimia, ci spiega Lou, è una forma di bipolarismo che alterna fasi di ipomania (una forma di mania lieve) in cui ci si sente iperattivi, intraprendenti e creativi e fasi di apatia e depressione. La ciclotimia, come la volpacchiotta, è astuta e subdola, infatti non presenta i sintomi e le tempistiche del bipolarismo classico. Per questo motivo chi ne soffre incontra spesso notevoli difficoltà prima di ricevere una diagnosi corretta. Lou ci apre il suo mondo con simpatia e, con fermezza, ci fa guardare “in faccia” una malattia mentale attraverso la sua arte. I disegni sono accattivanti, hanno uno stile semplice, adatto alla comicità con cui l’autrice sdrammatizza la malattia. Nonostante i colori usati siano prevalentemente nero, bianco e rosso aranciato, non risultano limitanti ai fini della narrazione e rendono piacevole la lettura.

Ciclotimia

Credit: Comicout e Lou Lubie

Se dare un nome alla malattia è il primo passo, convivere con una volpe affamata di novità e allergica alla stabilità di relazioni affettive e lavorative è un percorso non ancora concluso. Affrontiamo con Lou le visite mediche, i farmaci e la difficoltà di relazionarsi con le persone, la vediamo a volte cadere e poi rialzarsi rifiutandosi di lasciare il controllo di sé stessa alla ciclotimia. Certo, l’autrice rende davvero gradevole la volpe ed anche se ci rendiamo conto che è la fonte dei suoi problemi quotidiani, è difficile non provare una briciola di simpatia nei suoi confronti. Noi lettori facciamo, dalla prima pagina, il tifo per Lou e la vediamo esattamente come dovrebbero essere guardate tutte le persone che hanno una malattia. Esattamente, persone.

Buona lettura!

Vulp

fonti:

ComicOut 

Per saperne di più sulla ciclotimia e disturbi bipolari:

Progetto Itaca

Associazione Minerva 

Associazioni disturbi bipolari

AMICA SCIENZA

Il primo ricordo cosciente di me e Scienza riguarda il famoso esperimento sulla tensione sperficiale di un liquido. Lo avete presente no? E’ quell’esperimento in cui si deve appoggiare un ago sulla superficie di un liquido senza farlo affondare. Ricordo che mi ero divertita moltissimo! Un po’ meno quando avevo scoperto che a Scienza apparteneva anche Matematica, la materia che più detestavo. Soffrivo tutte le volte che dovevo affrontare un problema o quando dovevo studiare quelle benedette frazioni (fette di torte mai mangiate) o quando calcolavo il quadrato sull’ipotenusa.

Non mi ero resa conto che Scienza aveva diverse sfaccettature: giocosa, creativa, rigorosa e precisa.

Ovviamente era una visione limitata in quanto bambina, ma col tempo avevo compreso che Scienza era un soggetto interessante.

La Scienza “adulta” pretende che ci si sporchi le mani, che si riprovi più e più volte, che si cambi punto di vista per poter arrivare ad una teoria solida e a dei risultati verificabili. A volte bisogna seguire delle regole, altre volte le si possono infrangere (quasi) tutte.

Il fatto che Scienza si evolva e cresca ottenendo risultati incredibili fa paura solo se non l’abbiamo mai avvicinata davvero.

scimmia al pc

sono proprio le mie mani! (credit)

Molto spesso, questo sentimento di distacco, se non proprio di rifiuto, è più facile trovarlo nelle bambine e nelle ragazze dal momento che, per decenni, è stato culturale escludere le donne dall’istruzione scientifica. Questa situazione si è così ben radicata nella società che ancora adesso le donne che raggiungono traguardi scientifici o arrivano a posizioni di potere fanno notizia. Fortunatamente, con molta fatica, la situazione è e sta ancora cambiando in meglio. C’è da chiedersi, però, quante ragazze STEM (Science Technology Engeneering Mathematics), si sono perse per altre strade a causa di un backgound sociale antiquato.

Questo blog, tuttavia, non si pone come scopo esclusivo la divulgazione del ruolo femminile in ambito scientifico, pur essendo un tema a me caro. Infatti, non considero Scienza femminile o maschile, in contrasto.

Scienza è di tutti, per tutti.

Dove e quando possibile sottolinerò il ruolo della donna nell’ambito scientifico, affinché non ne venga dimenticato il contributo e le loro storie possano essere di ispirazione per chi sta scegliendo il proprio percorso.

L’intenzione di questo blog, quindi, è quella di approfondire la bellezza di Scienza sfruttando ogni tipo di contributo messo a disposizione (libri, film, notizie, esperimenti, mostre ecc… ) per ricordarci quanto è stato fatto e quali nuovi percorsi sono stati intrapresi.

Buona lettura!

Vulp

PS Io e Scienza alla fine abbiamo fatto pace. All’università ho studiato Fisica, Matematica, Biologia e varie branche di Chimica. <3!

Fonti

istat istruzione e formazione 2015

stereotipi di genere verso le materie scolastiche