Animatori Scientifici e Dove Trovarli

Nell’ambito della divulgazione scientifica, una “specie” misteriosa e poco conosciuta è quella dell’animatore scientifico. La prima volta in cui mi sono imbattuta in questa figura è stato qualche anno fa al Science Museum di Londra e un ragazzo dello staff del museo si stava sistemando un copricapo, quasi un elmetto, che lo faceva assomigliare terribilmente ad uno scarafaggio. Ancora più curioso era il fatto che stavano facendo la stessa cosa un nugulo di bambini lì in visita. Scoprii, poco dopo, che il museo organizzava tour “a tema” per i bambini e, quello che avevo visto, riguardava la scoperta delle invenzioni umane attraverso gli occhi degli scarafaggi.

Quindi, di cosa si occupa un animatore scientifico? Prima di tutto è la figura che rende speciale la visita sia per i bambini sia per gli adulti. Il suo ruolo è quello di guidare e spiegare i contenuti delle mostre e dei laboratori grazie alle sue competenze scientifiche. L’animatore scientifico è una interessante opportunità lavorativa soprattutto per i giovani, infatti vengono cercati, solitamente, ragazzi tra i 19 e i 35 anni, meglio se studenti universitari, laureati o dottorandi in ambito scientifico. Si hanno maggiori possibilità di essere selezionati se si presentano precedenti esperienze di animazione o di lavoro a contatto col pubblico. Sono richieste, quindi, ottime capacità di comunicazione e una buona dose di pazienza.

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Albert cerca volontari! (Credit to the author)

L’animatore scientifico viene richiesto per animare i festival (come quello di Genova, qui il bando dell’anno scorso), per guidare i visitatori nei musei (ad es. Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano), inoltre è richiesto in altre strutture che si occupano di attività educative come parchi, riserve naturali, giardini zoologici e acquari (ad es. Ambiente Parco di Brescia). Per uniformarsi meglio allo stile della struttura o dell’evento, solitamente, viene svolta una breve formazione obbligatoria. Nel caso in cui foste interessati ad approfondire le tematiche di comunicazione e divulgazione scientifica, l’associazione ScienzaE, da cinque anni, organizza, a partire da ottobre/novembre, un corso gratuito propedeutico per diventare animatori scientifici.

Allora, cosa state aspettando?

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Fonti

tour Science Museum

Bando 2017 animatore scientifico Festival della Scienza di Genova

Bando 2018 animatore scientifico Festival della Scienza di Genova

Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano

Ambiente Parco di Brescia

Associazione ScienzaE di Imola

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Più Rari di Così…

Quante volte ci siamo trovati davanti alla possibilità di scegliere qualcosa che esiste in più varianti? Una maglietta, un orologio, il pane, il cellulare… Molto spesso, se non addirittura tutti i giorni. Capita anche per i medicinali, pensiamo, ad esempio, alla vasta gamma di scelta di cui disponiamo per trattare un semplice mal di testa oppure i sintomi dell’influenza. Ci siamo abituati ad avere ampie possibilità anche per patologie più complesse, come l’ipertensione, l’asma o il diabete. Patologie per le quali, fino a qualche decina di anni fa, i medici avevano solo scarse opzioni di cura per i pazienti. Purtroppo, alcune persone soffrono ancora al giorno d’oggi non solo per una mancanza di scelta terapeutica, ma anche per il difficile reperimento dei farmaci in commercio. Questi si chiamano farmaci orfani e sono usati per le malattie rare di cui ricorre l’ultimo giorno di febbraio la Giornata Mondiale.

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Logo della Giornata Mondiale delle Malattie Rare.  Credit RareDieseaseday.org

Una malattia rara viene definita tale quando è caratterizzata da una bassa frequenza nella popolazione e di conseguenza manca di una terapia efficace. In Europa il tasso di prevalenza delle malattie rare è stato fissato allo 0,05%, cioè 5 ogni 10000, quindi 1 malato ogni 2000. Non è facile affrontare queste malattie dal momento che alcune insorgono in età pediatrica (più spesso sono ad es. malformazioni congenite, problemi al sistema immunitario ed ormonale), altre prevalentemente in età adulta (come malattie a carico del sistema nervoso, del sangue e degli organi ematopoietici). Purtroppo queste patologie sfuggono ad una diagnosi precoce e il numero esiguo di pazienti non favorisce la ricerca e lo sviluppo di farmaci specifici a causa del mercato insufficiente. Spesso veniamo a conoscere le malattie rare solo attraverso le statistiche; tuttavia, un malato e i suoi famigliari non sono dei numeri. Ecco, allora, la nascita di una giornata in cui i malati si coalizzano per sensibilizzare chi malato non è e per ricordare al mondo che loro esistono, pur passando per pazienti quasi invisibili.

Per provare a capire l’entità di queste malattie, sconosciute alla maggior parte di noi, è possibile consultare il sito Orphanet-Italia che propone una lista di più di 6000 nomi in ordine alfabetico. Invece, consultando il sito del Ministero della Salute è possibile trovare normative, documenti, risposte alle domande più frequenti sull’argomento, e la lista delle malattie rare completamente esenti dal ticket. In più, consultando il sito della propria regione è possibile verificare se esistono riduzioni regionali per malattie rare specifiche e non incluse nella lista nazionale. Chi, invece, già lavora in ambito scientifico e fosse interessato ad approfondire il tema può valutare una breve specializzazione attraverso le Summer e Winter School di EURORDIS (Rare Diseases Europe), la quale mette in relazione ricercatori e malati.

Informiamo e informiamoci, oggi abbiamo davvero la possibilità di dare una voce a chi spesso non ce l’ha!

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Fonti

Orphanet-Italia

Ministero della Salute-Malattie Rare

Giornata Mondiale delle Malattie Rare

Summer e Winter School EURORDIS

IN ALTO I CALICI!

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Credit: darwinday.org

Happy Darwin Day a tutti! Oggi 12 febbraio ricorre la nascita del padre dell’evoluzionismo Charles Darwin e questa data è stata scelta per una curiosa “ricorrenza”, il Darwin Day. Poco dopo la morte di Charles, nel 1882, si era già iniziato a rendere omaggio allo scienziato, ma abbiamo dovuto aspettare fino al 1995, con il ricercatore Robert Stephans, per vedere la nascita di un movimento ufficiale internazionale. Il Darwin Day è l’occasione, una volta all’anno, ma possiamo dire una volta in più, in cui si ribadiscono i valori della ricerca scientifica, del pensiero razionale e dell’onestà intellettuale. Vengono organizzate per tutto il mese di febbraio, e in particolare per il 12, conferenze, incontri e dibattiti. Se volete partecipare potete consultare i siti pikaiaUAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti) che raccolgono in sezione apposita gli eventi organizzati in Italia, invece, se il mondo è casa vostra vi consiglio il sito internazionale Darwinday.

Buona evoluzione a tutti!

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Fonti:

Pikaia

UAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti)

Darwinday.org

SCIENTISTS, ASSEMBLE!

Proprio come per i supereroi, il vero potere degli scienziati sta nella collaborazione e nella condivisione. Per poter avvicinare bambini e adulti alla scienza sono nati, negli anni, festival e incontri che hanno permesso di guardare con altri occhi materie non sempre amate a scuola. Ce ne sono moltissimi: locali, nazionali e internazionali. Un poutpourri di eventi che trova casa e sostegno in EUSEA (European Science Events Association).

Ma di che cosa stiamo parlando esattamente? EUSEA è una piattaforma internazionale che promuove e sostiene eventi di carattere scientifico in Europa. Tra i suoi iscritti troviamo il “Festival della Scienza” di Genova e “Palermoscienza”, solo per citarne due italiani. Gli iscritti sono per lo più associazioni, istituzioni, università che organizzano e/o partecipano a eventi scientifici pubblici. E’ anche possibile iscriversi come membri singoli a condizione che si abbia un ruolo attivo negli eventi indicati sopra. Nel caso voleste saperne di più ”dal vivo” è possibile partecipare (anche per i non iscritti) alla conferenza annuale che EUSEA organizza, quest’anno a Madrid.

Al momento, EUSEA, in collaborazione con il programma europeo “Horizon2020” e altri partner, sta sostenendo due progetti veramente interessanti.

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Credits: EUSEA

Il primo si chiama “Nucleus” ed è un progetto quadriennale riguardante lo studio del metodo di relazione tra enti ed istituzioni scientifiche, il superamento di ostacoli e barriere di comunicazione tra loro per ottimizzare e implementare, anche sul piano pratico, la ricerca e l’innovazione sostenibile. Proprio come le cellule, che da sole non hanno possibilità di sopravvivere, insieme, invece, creano meraviglie.

Il secondo progetto, si chiama “Perform” e si pone come obiettivo quello di insegnare agli adolescenti la scienza e i suoi metodi attraverso le arti sceniche. Mediante un approccio non convenzionale i ragazzi possono approfondire, ad esempio, in cosa consiste una professione STEM, riflettere e rompere gli stereotipi sulla scienza e sugli scienziati, dibattere sulla bio-etica, in quali sfide della nostra società la scienza può venirci in aiuto. Il “metodo Perform” è in uso in più di 30 scuole tra Spagna, Francia e Regno Unito. Chissà che, un giorno, venga utilizzato anche da qualche scuola italiana!

I progetti e la piattaforma EUSEA sono facilmente consultabili on-line attraverso i link che vi riporto in basso. I siti sono in inglese, strutturalmente ben organizzati e le informazioni sono riportate in modo chiaro.

Allora, chi partecipa?

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Fonti

EUSEA

Progetto NUCLEUS

Progetto PERFORM