A CACCIA DI REGALI (SCIENTIFICI)!

Col primo di dicembre scatta a quasi tutti noi l’ansia da Natale: addobbi, cene e caffè di lavoro o con vecchi amici e caccia ai regali. Soprattutto per chi ha bambini in famiglia a volte è davvero una sfida trovare un giocattolo che piaccia a chi lo deve ricevere senza scadere in quelli che i pargoli vedono alla tv e che puntualmente richiedono nelle letterine. Don’t panic! In questo articolo troverete alcuni spunti alternativi per i marmocchietti di casa.

Idea n° 1!

Gita alla Città dei bambini e dei ragazzi di Genova. Certo, non è un oggetto immediatamente tangibile, per tanto, suggerisco di proporlo a bimbi grandicelli. Potrete decidere tutti insieme quando andare e controllare con i diretti interessati le attività più interessanti: ce ne sono moltissime adatte ai bambini di tutte le età.Costo ingresso: 5-7 euro bimbi/ 5-3 euro adulti.

Idea n2!

Abbonamento alla rivista Planck. Nata da un progetto dell’Università di Padova, Planck è una rivista bilingue (inglese e italiano) che tratta di scienza con interviste, giochi, fumetti ed esperimenti. Sono solo tre uscite all’anno,  ma con 80 pagine a colori. I ragazzi possono davvero godersi la rivista dall’inizio alla fine. Costo abbonamento 20 euro.

Idea n3!

Se preferite regalare  libri,  qui potete trovare suggerimenti utili.

Costo: variabile

natale bimbi

Idea n 4!

Lego. I mattoncini non sono mai stati così moderni e così di moda. Hanno, negli anni, subito un restyling e potete trovare set davvero per tutti i gusti.  Se i maschietti si sono da sempre trovati a giocare con i Lego, le bambine non li hanno trovati così tanto attraenti. Lego ha messo in commercio le “Women of NASA”, donne che hanno fatto la nostra storia e sono state fondamentali per sviluppare programmi per navicelle spaziali. La confezione contiene 4 minifigure con opuscoli didattici. Dal sito pare che presto sarà fuori catalogo, occhio! Costo: 24,99 euro

Idea n 5!

Goldiebox. Azienda è nata con un fundrising e sta crescendo a colpi di premi. Goldiebox prova a distruggere i clichè di genere nei giocattoli (le macchinine ai maschie e le bambole alle femmine per capirci). Il sito è ricco di video e spiegazioni per poter creare oggetti, saponette e tanto altro con i bambini (maschi E femmine). Fate un giro nello shop on line ,  vi sfido a non innamorarvi dei loro prodotti pensati soprattutto per un pubblico femminile. Io li comprerei tutti! Costo : da 12,99 dollari.

Buona ricerca!

Vulp

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UN NASTRO ROSA PER TUTTI!

L’estate ce la siamo lasciata alle spalle, abbiamo già ricominciato a lavorare e abbiamo composto liste settembrine di buoni motivi che ci renderanno a giugno prossimo belle toniche, pronte per la prova costume. Ragazze, nella to-do-list avete inserito i controlli di routine “alle gemelle”? Se ve ne siete dimenticate questo è il momento giusto per pensarci: ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno. I numeri parlano chiaro: 1 donna su 8 viene colpita dal tumore, ed un quarto delle donne che ne è affetta presenta mutazioni genetiche ereditarie. Meglio non sottovalutarne la pericolosità.

Il tumore al seno viene classificato in 5 stadi, dallo stadio zero cioè una forma precancerosa o già cancerosa ma non aggressiva, fino allo stadio IV dove sono presenti le metastasi. Va da sé che una diagnosi precoce è l’elemento fondamentale per garantire la sopravvivenza. Dal momento che, spesso, soprattutto all’inizio, il tumore non provoca dolore, bisogna ricorrere all’autopalpazione che permette di percepire al tatto i noduli. Inoltre, è necessario fare attenzione anche ai cambiamenti nel colore della pelle o del capezzolo. Per poter effettuare una diagnosi completa è imporatante sottoporsi regolarmente ad ecografia mammaria e a mammografia; nel caso in cui il medico identifichi noduli o formazioni sospette si effettuano biopsia ed esame citologico. Mantenere fin da giovani uno stile di vita sano, con alimentazione equilibrata e attività fisica regolare, sono di supporto nel ridurre l’insorgenza del tumore.

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Campagna AIRC “Nastro Rosa 2018”- credit

Un’altra buona notizia è che la medicina ha fatto passi da gigante e si cerca di scegliere trattamenti antitumorali non solo in base al tipo di tumore, ma anche all’età e alle esigenze della donna sotto trattamento. Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno di tantissime associazioni (una su tutti AIRC– Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) e alle centinaia di ricecatori e medici che hanno permesso di diminuire la mortalità e di aumentare la qualità di vita. Possiamo tutti noi contribuire partecipando alle iniziative in giro per l’Italia promosse dalla LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) che, ad esempio, in più 100 sedi ha organizzato visite senologiche gratuite oppure effettuando una donazione di 2 euro da cellulare al 45521 (5 o 10 euro da telefono fisso) o ancora acquistando le famosissime spillette del nastro rosa, simbolo internazionale della lotta. Attaccatele alla giacca, regalatele alle amiche, compagne, mariti. La lotta contro il tumore al seno riguarda tutti!

Vulp

Fonti:

AIRC-Tumore al seno

LILT-Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori

Nastro Rosa AIRC

and NEXT?

Quasi a cavallo con “La notte europea dei ricercatori” (qui il primo e il secondo post sull’argomento), viene organizzato un altro grande festival scientifico, il “Trieste Next”, ormai alla settima edizione. Dal 28 al 30 settembre si svolgerà il festival dell’innovazione scientifica ed in qanto città “di confine”, Trieste vuole proprosi come osservatorio e laboratorio di ricerca applicata. L’edizione 2018 vede relatori del calibro di Maria Chiara Carrozza, Elena Cattaneo, Giovanni Spataro e Angela Liberatore solo per citarne alcuni, e presenta un programma davvero ricco temi interessanti.  Ne segnalo giusto uno per giorno, tutti gli altri ve li lascio scoprire!

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Trieste next – Credit

Venerdì 28 alle ore 18:00 nel Salone di Rappresentanza a Palazzo della Regione in Piazza Unità d’Italia,verrà organizzata la tavola rotonda in inglese dal titolo “MANIPOLARE IL CLIMA – SCIENZA O FANTASCIENZA?”. Con tre esperti del settore Asfawossen Asrat Kassaye, Helene Muri e Davide Zanchettin, si discuterà di geoingegneria solare ed in particolare della tecnologia SRM (solar-radiation management) che potrebbe ridurre il riscaldamento globale che sta distruggendo il pianeta terra. Ma questa tecnica è davvero attuabile? Se sì come potrebbe impattare sulle nostre vite e su quelle del sud del mondo?

Sabato 29 alle ore 15:00 nel Salone di Rappresentanza del Palazzo della Regione in
Piazza Unità d’Italia ci sarà un dialogo tra Stefano Gustincich, Giuliano Noci e Michele Scozzai dal titoloBIOMARKETING. NON SOLO BIG DATA”. Il biomarketing è una nuova piattaforma “di marketing che permette di fornire interpretazioni autentiche delle reazioni che l’individuo manifesta quando è esposto ad uno stimolo di marketing e offre strumenti di analisi originali e complementari a quelli tradizionali”. In parole semplici: i movimenti oculari, la frequenza del battito cardiaco e del respiro, la tonalità della voce possono essere i nuovi indici di marketing per valutare i nostri acquisti e le nostr preferenze.

Domenica 30 alleore 11:30 al Teatro Miela verrà organizzata la conferenza “LE BUFALE NELLA SCIENZA” con Mauro Giacca, Roberto Burioni, Gabriele Beccaria. Ormai è una vera guerra dichiarata alle bufale quella che combattono ogni giorno i professionisti della scienza e per Trieste Next verranno rettificate 5 bufale scientifiche. Dal momento che i biglietti per assistere l’intervento“dal vivo” sono già esauriti, consiglio di seguirlo in streaming sul sito Trieste Next oppure accaparrarsi il posto migliore davanti al maxishermo installato in Piazza Unità d’Italia.

Buon festival!

Vulp

PS: Non fatevi scappare l’Escape Room in laboratorio allestito da ICGEB (International Centre for Genetic Engeneering and Biotechnology)!!!

Fonte:

Trieste Next 2018

LA NOTTE EUROPEA DEI RICERCETORI 2018 (2 parte)

Qui la prima parte del post!

Università di Milano

Ben organizzati per tematiche con colori differenti sono le attività per le scuole proproste dal “Meet me tonight” di Milano:cultura e società, patrimonio culturale, salute, scienza e tecnologia. Per l’area tematica “cultura e società” mi ha colpito il percorso esperienziale chiamato “Luna-math park” pensato per chi vuole capire in modo divertente con enigmi e giochi il ragionamento logico-matematico. Invece, sotto il tema “salute” viene organizzata una bella spiegazione su “Come nasce una medicina: storie di molecole diventati farmaci che hanno migliorato la nostra vita”. Decisamente di attualità vista, spesso sui social, una grande confusione riguardo questo argomento.

Università di Pavia

Il 28 settembre la webradio dell’ateneo lombardo organizza nei cortili storici dell’Università “L’aperitivo ricercato”, un talk show in cui i ricercatori pavesi in 15 minuti verranno intervistati per approfondire in un contesto meno formale le attività che si svolgono nei laboratori. Dalle 21.00 fino alle 23.00 sarà aperto in via straordinaria il Museo per la Storia dell’Università che raccoglie oggetti e testimonianze di secoli di ricerca scientifica. Ottima occasione per poterlo visitare.

Università di Parma

Oltre ad offrire più di 40 caffè scientifici tra il 10 settembre ed il 5 ottobre, l’Università di Parma organizza in zona “Parco della Salute” un incontro sulle fake news della nutrizione. Siamo così spesso bombardati da notizie sulla alimentazione corretta, argomento davvero complesso, che risulta dificile capire dove stia la verità. Hrazie alla presenza di un team di nutrizionisti si cercherà di fare chiarezza. Nel plesso di Fisica, invece, potrete trovare l’installazione del planetario itinerante “Starlab” al quale si potrà accedere per quattro proiezioni quidate. Infine, sempre nello stesso padiglione, gli appasionati di astronomia potranno portare da casa il loro telescopio e partecipare allo “sky-party”, oltre che partecipare all’ascolto dei talk scientifici in programma.

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Logo “la notte dei ricercatori” di Parma- credit

E voi, a quale evento parteciperete?

Vulp

 

Fonti

Università di Milano-Meet me Tonight

Università di Pavia

Università di Parma

LA NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI 2018 (1 PARTE)

Siete stanchi del solito venerdì sera? Bene, segnatevi la data di venerdì 28 settembre perchè torna LA NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI!

Un grande evento che coinvolge i ricercatori, impegnati in talk show, laboratori e iniziative con lo scopo di aprire le porte del loro lavoro ai cittadini e agli studenti interessati. Con l’occasione anche molti musei modificano i propri orari per permettere una maggiore partecipazione, soprattutto nelle città universitarie. L’iniziativa è sponsorizzata a livello europeo vede coinvolta anche l’Italia con molte iniziative interessanti. Qui potete consultare il sito ufficiale che, a mio avviso, non è strutturato in modo sufficientemente intuitivo per il comune cittadino. Le Università sono raggruppate in base al tema conduttore che scelto, ma, per alcune, è più semplice cercarne il nome per verificare se aderiscono o meno all’iniziativa. Aggiungo che alcune Università ribattezzano l’evento sotto nomi diversi, come ad esempio “meet me tonight” dentro il quale convergono una parte delle Università della Lombardia e della Campania, una scelta che crea solo confusione.

In questo post vi propongo alcuni eventi organizzati da Università nel nord Italia:

Università di Torino

Per toccare con mano la scienza suggerisco di partecipare a “Il tram della scienza”, un laboratorio mobile allestito su un mezzo storico che parte da Piazza Castello. Avete mai sentito parlare degli orologi atomici? Potete approfondire l’argomento e il tema della relatività generale alla conferenza “Le meraviglie di Einstein:onde gravitazionali, spazio e orologi atomici”. Spulciando il sito si trovano tante altre attività interessanti come l’apertura straordinaria del laboratorio di “Xkè?”, che cerca di soddisfare la curiosità di tutta la famiglia.

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Logo “Notte Europea dei Ricercatori di Torino”- Credit

Università del Piemonte Orientale (Alessandria)

Molte iniziative sono rivolte ai bambini e agli studenti, in particolare segnalo “La caccia al tesoro… nutriente” al Dipartimento di Scienza e Innovazione Tecnologica. Si tratta di un gioco per i bambini organizzata dai biochimici per approfondire“i nutrienti presenti nel cibo e il loro valore”. Nello stesso dipartimento un’ltra attività che piacerà sicuramente anche ai grandi è lo spettacolo “La magia della scienza”, dove con semplici dimostrazioni i più piccoli vengono introdotti nel magico mondo della chimica.

La prima parte di questo post è finita, ma voi potete già curiosare tra le iniziative che sono state messe on line.

Ci “vediamo” tra una settimana con la seconda parte!

Vulp

Fonti

La notte europea dei ricercatori 2018

Notte Europea dei Ricercatori- Italia

Università di Torino

Università del Piemonte Orientale (Alessandria)

 

L’INSEGNANTE CHE NON TI ASPETTI

Titolo: Front of the class-how Tourette Syndrome made me the teacher I never had

Autore: Brad Cohen e Lisa Wysocky

Editore: St. Martin’s Griffin

Lingua: Inglese

Codice ISBN:978-0-312-57139-9

Quanti genitori sarebbero disposti ad accettare come insegnante per i loro figli qualcuno con una sindrome neurologica? Questa domanda è affiorata più volte nel corso della ricerca di un impego da maestro elementare di Brad Cohen, un giovane americano con un sogno che sembrava davvero irrealizzabile a causa della sua una malattia, la Sindrome di Tourette. Brad nasce con questa malattia che inizia a manifestarsi solo quando ha circa sette anni. Tutti intorno a lui pensano che i versi a voce alta e i tic siano fatti di proposito solo per attirare l’attenzione a causa del divorzio dei genitori. Purtroppo non è così, Brad non riesce a controllare i propri tic che sono “contrazioni involontarie intermittenti che possono coinvolgere qualsiasi muscolo del corpo”, nel suo caso collo e gola sono quelli più colpiti. Nonostante arrivi la diagnosi della malattia la situazione in famiglia e a scuola è sempre più tesa:invece di essere sostenuto, viene costantemente punito, sgridato e bullizzato. In uno dei momenti più duri della sua vita scolastica Brad parla con il preside, una persona che cambierà la percezione che aveva il ragazzo nei confronti degli insegnanti e che gli farà decidere di intraprendere proprio quella carriera. Brad capisce quanto tutti intorno a lui abbiano bisogno di una spiegazione dal suo punto di vista riguardo la Sindrome di Tourette e questa consapevolezza sarà l’inizio anche di un percorso di divulgazione finalizzato a sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica. Gli anni passano veloci e la forte determinazione di Brad si concretizza nella laurea nei primi anni ’90 con il massimo dei voti. Nonostante gli ottimi risultati, tante, tantissime porte si chiudono sbattute in faccia con scuse sempre meno credibili abbattendo il sogno di diventare insegnante, finchè una scuola, la “Mountain View”, vede lui e non la sua sindrome. Per Brad è ancora un nuovo inizio, ma non si fa ingannare: essere accettati è un lungo percorso. Tuttavia, la sua determinazione e il suo impegno lo ripagano: viene addirittura insignito del premio “Miglior insegnante dell’Anno”.

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Brad Cohen (credit)

 Al momento ho trovato “Front of the class” solo in lingua inglese, che non è difficile per un livello b1/b2 del quadro europeo delle lingue. É una autobiografia ben scritta, che suscita emozione senza essere stucchevole.E’ stato tratto anche un film il cui titolo in italiano è “La mia fedele compagna”, abbastanza fedele al libro. E’ facile simpatizzare con Brad perchè sentiamo quanto, dietro le parole scritte da adulto, possa aver sofferto da ragazzino. Inoltre, le vittorie e gli insuccessi che lo vedono protagonista ci danno la giusta grinta per provare ad affrontare le nostre di difficoltà, che sono ben più semplici senza la Tourette di mezzo. Insomma, è il libro ideale per avere carica possiamo avere il nostro lieto fine.

N.B. Anche in Italia ci sono tourettici! Per saperne di più potete consultare il sito dell’associazione qui.

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Fonti

Associazione Italiana Sindrome di Tourette

Animatori Scientifici e Dove Trovarli

Nell’ambito della divulgazione scientifica, una “specie” misteriosa e poco conosciuta è quella dell’animatore scientifico. La prima volta in cui mi sono imbattuta in questa figura è stato qualche anno fa al Science Museum di Londra e un ragazzo dello staff del museo si stava sistemando un copricapo, quasi un elmetto, che lo faceva assomigliare terribilmente ad uno scarafaggio. Ancora più curioso era il fatto che stavano facendo la stessa cosa un nugulo di bambini lì in visita. Scoprii, poco dopo, che il museo organizzava tour “a tema” per i bambini e, quello che avevo visto, riguardava la scoperta delle invenzioni umane attraverso gli occhi degli scarafaggi.

Quindi, di cosa si occupa un animatore scientifico? Prima di tutto è la figura che rende speciale la visita sia per i bambini sia per gli adulti. Il suo ruolo è quello di guidare e spiegare i contenuti delle mostre e dei laboratori grazie alle sue competenze scientifiche. L’animatore scientifico è una interessante opportunità lavorativa soprattutto per i giovani, infatti vengono cercati, solitamente, ragazzi tra i 19 e i 35 anni, meglio se studenti universitari, laureati o dottorandi in ambito scientifico. Si hanno maggiori possibilità di essere selezionati se si presentano precedenti esperienze di animazione o di lavoro a contatto col pubblico. Sono richieste, quindi, ottime capacità di comunicazione e una buona dose di pazienza.

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Albert cerca volontari! (Credit to the author)

L’animatore scientifico viene richiesto per animare i festival (come quello di Genova, qui il bando dell’anno scorso), per guidare i visitatori nei musei (ad es. Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano), inoltre è richiesto in altre strutture che si occupano di attività educative come parchi, riserve naturali, giardini zoologici e acquari (ad es. Ambiente Parco di Brescia). Per uniformarsi meglio allo stile della struttura o dell’evento, solitamente, viene svolta una breve formazione obbligatoria. Nel caso in cui foste interessati ad approfondire le tematiche di comunicazione e divulgazione scientifica, l’associazione ScienzaE, da cinque anni, organizza, a partire da ottobre/novembre, un corso gratuito propedeutico per diventare animatori scientifici.

Allora, cosa state aspettando?

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Fonti

tour Science Museum

Bando 2017 animatore scientifico Festival della Scienza di Genova

Bando 2018 animatore scientifico Festival della Scienza di Genova

Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano

Ambiente Parco di Brescia

Associazione ScienzaE di Imola

Più Rari di Così…

Quante volte ci siamo trovati davanti alla possibilità di scegliere qualcosa che esiste in più varianti? Una maglietta, un orologio, il pane, il cellulare… Molto spesso, se non addirittura tutti i giorni. Capita anche per i medicinali, pensiamo, ad esempio, alla vasta gamma di scelta di cui disponiamo per trattare un semplice mal di testa oppure i sintomi dell’influenza. Ci siamo abituati ad avere ampie possibilità anche per patologie più complesse, come l’ipertensione, l’asma o il diabete. Patologie per le quali, fino a qualche decina di anni fa, i medici avevano solo scarse opzioni di cura per i pazienti. Purtroppo, alcune persone soffrono ancora al giorno d’oggi non solo per una mancanza di scelta terapeutica, ma anche per il difficile reperimento dei farmaci in commercio. Questi si chiamano farmaci orfani e sono usati per le malattie rare di cui ricorre l’ultimo giorno di febbraio la Giornata Mondiale.

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Logo della Giornata Mondiale delle Malattie Rare.  Credit RareDieseaseday.org

Una malattia rara viene definita tale quando è caratterizzata da una bassa frequenza nella popolazione e di conseguenza manca di una terapia efficace. In Europa il tasso di prevalenza delle malattie rare è stato fissato allo 0,05%, cioè 5 ogni 10000, quindi 1 malato ogni 2000. Non è facile affrontare queste malattie dal momento che alcune insorgono in età pediatrica (più spesso sono ad es. malformazioni congenite, problemi al sistema immunitario ed ormonale), altre prevalentemente in età adulta (come malattie a carico del sistema nervoso, del sangue e degli organi ematopoietici). Purtroppo queste patologie sfuggono ad una diagnosi precoce e il numero esiguo di pazienti non favorisce la ricerca e lo sviluppo di farmaci specifici a causa del mercato insufficiente. Spesso veniamo a conoscere le malattie rare solo attraverso le statistiche; tuttavia, un malato e i suoi famigliari non sono dei numeri. Ecco, allora, la nascita di una giornata in cui i malati si coalizzano per sensibilizzare chi malato non è e per ricordare al mondo che loro esistono, pur passando per pazienti quasi invisibili.

Per provare a capire l’entità di queste malattie, sconosciute alla maggior parte di noi, è possibile consultare il sito Orphanet-Italia che propone una lista di più di 6000 nomi in ordine alfabetico. Invece, consultando il sito del Ministero della Salute è possibile trovare normative, documenti, risposte alle domande più frequenti sull’argomento, e la lista delle malattie rare completamente esenti dal ticket. In più, consultando il sito della propria regione è possibile verificare se esistono riduzioni regionali per malattie rare specifiche e non incluse nella lista nazionale. Chi, invece, già lavora in ambito scientifico e fosse interessato ad approfondire il tema può valutare una breve specializzazione attraverso le Summer e Winter School di EURORDIS (Rare Diseases Europe), la quale mette in relazione ricercatori e malati.

Informiamo e informiamoci, oggi abbiamo davvero la possibilità di dare una voce a chi spesso non ce l’ha!

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Fonti

Orphanet-Italia

Ministero della Salute-Malattie Rare

Giornata Mondiale delle Malattie Rare

Summer e Winter School EURORDIS

IN ALTO I CALICI!

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Credit: darwinday.org

Happy Darwin Day a tutti! Oggi 12 febbraio ricorre la nascita del padre dell’evoluzionismo Charles Darwin e questa data è stata scelta per una curiosa “ricorrenza”, il Darwin Day. Poco dopo la morte di Charles, nel 1882, si era già iniziato a rendere omaggio allo scienziato, ma abbiamo dovuto aspettare fino al 1995, con il ricercatore Robert Stephans, per vedere la nascita di un movimento ufficiale internazionale. Il Darwin Day è l’occasione, una volta all’anno, ma possiamo dire una volta in più, in cui si ribadiscono i valori della ricerca scientifica, del pensiero razionale e dell’onestà intellettuale. Vengono organizzate per tutto il mese di febbraio, e in particolare per il 12, conferenze, incontri e dibattiti. Se volete partecipare potete consultare i siti pikaiaUAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti) che raccolgono in sezione apposita gli eventi organizzati in Italia, invece, se il mondo è casa vostra vi consiglio il sito internazionale Darwinday.

Buona evoluzione a tutti!

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Fonti:

Pikaia

UAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti)

Darwinday.org

SCIENTISTS, ASSEMBLE!

Proprio come per i supereroi, il vero potere degli scienziati sta nella collaborazione e nella condivisione. Per poter avvicinare bambini e adulti alla scienza sono nati, negli anni, festival e incontri che hanno permesso di guardare con altri occhi materie non sempre amate a scuola. Ce ne sono moltissimi: locali, nazionali e internazionali. Un poutpourri di eventi che trova casa e sostegno in EUSEA (European Science Events Association).

Ma di che cosa stiamo parlando esattamente? EUSEA è una piattaforma internazionale che promuove e sostiene eventi di carattere scientifico in Europa. Tra i suoi iscritti troviamo il “Festival della Scienza” di Genova e “Palermoscienza”, solo per citarne due italiani. Gli iscritti sono per lo più associazioni, istituzioni, università che organizzano e/o partecipano a eventi scientifici pubblici. E’ anche possibile iscriversi come membri singoli a condizione che si abbia un ruolo attivo negli eventi indicati sopra. Nel caso voleste saperne di più ”dal vivo” è possibile partecipare (anche per i non iscritti) alla conferenza annuale che EUSEA organizza, quest’anno a Madrid.

Al momento, EUSEA, in collaborazione con il programma europeo “Horizon2020” e altri partner, sta sostenendo due progetti veramente interessanti.

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Credits: EUSEA

Il primo si chiama “Nucleus” ed è un progetto quadriennale riguardante lo studio del metodo di relazione tra enti ed istituzioni scientifiche, il superamento di ostacoli e barriere di comunicazione tra loro per ottimizzare e implementare, anche sul piano pratico, la ricerca e l’innovazione sostenibile. Proprio come le cellule, che da sole non hanno possibilità di sopravvivere, insieme, invece, creano meraviglie.

Il secondo progetto, si chiama “Perform” e si pone come obiettivo quello di insegnare agli adolescenti la scienza e i suoi metodi attraverso le arti sceniche. Mediante un approccio non convenzionale i ragazzi possono approfondire, ad esempio, in cosa consiste una professione STEM, riflettere e rompere gli stereotipi sulla scienza e sugli scienziati, dibattere sulla bio-etica, in quali sfide della nostra società la scienza può venirci in aiuto. Il “metodo Perform” è in uso in più di 30 scuole tra Spagna, Francia e Regno Unito. Chissà che, un giorno, venga utilizzato anche da qualche scuola italiana!

I progetti e la piattaforma EUSEA sono facilmente consultabili on-line attraverso i link che vi riporto in basso. I siti sono in inglese, strutturalmente ben organizzati e le informazioni sono riportate in modo chiaro.

Allora, chi partecipa?

Vulp

Fonti

EUSEA

Progetto NUCLEUS

Progetto PERFORM