IL MIRACOLO DELLA BELLADONNA

Titolo: “L’erba della regina”

Autore: Paolo Mazzarello

Editore: Bollati boringheri

Pagine: 190

ISBN:978-88-339-2438-0

“Lo spazio si restringeva, il tempo rallentava. Era come se il corpo si trasformasse in una prigione, irrigidito su sè stesso. Il volto inespressivo, lento, senza mimica, come una maschera. La pelle lucida, cerea, lo sguardo assente, perso lontano verso spazi indefiniti. Per contro questa generale rarefazione della vita era stranamente contraddetta da segni esagerati del movimento. I globi oculari iniziavano improvvisamente a ruotare e la bocca si contorceva disegnando strani arabeschi, mentre la lingua si protendeva in tutte le direzioni. Oppure erano gli arti e il capo a scuotersi d’improvviso e a muoversi casualmente, tracciando archi bizzarri lungo percorsi privi di significato, senza alcun fine. Talvolta poi era l’intero corpo a essere dominato da un attacco epilettico. Una contraddizione motoria.”

È questo l’incipit con cui il Dott. Paolo Mazzarello inizia il racconto di una storia vera, purtroppo da molti dimenticata che dispiega tra l’Italia e la Bulgaria. La malattia che si stava propagando silenziosamente, dopo il primo conflitto mondiale, si chiamava encefalite letargica, colpiva i malati con i sintomi sopra descrittiuno causando inoltre uno stato di sonno profondo, simile a coma. La nuova malattia iniziava a far paura come la non ancora dimenticata “spagnola”.

Mentre i medici dell’epoca, in mancanza di una terapia efficace, potevano solo stare a guardare i reparti psichiatrici e neurologici riempirsi ad una velocità allarmante, in Bulgaria, di profonda tradizione fitoterapica, il guaritore Ivan Raev trattava con successo una donna affetta da encefalite letargica con una pianta potente e pericolosa:la  Atropa Belladonna.

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Atropa Belladonna. Credits

In che modo una malattia sconosciuta, che stava mietendo sempre più vittime, si collega ad un guaritore bulgaro di un piccolo villaggio? Fu una nobile montenegrina con la passione per la medicina: Elena, regina d’Italia, moglie di Vittorio Emanuele. La regina venne a conoscenza di Ivan Raev e, forte della sua influenza e fiduciosa di questo nuovo trattamento, fu determinante nell’affrontare l’encefalite letargica rivoluzionando l’appraccio stesso alla malattia. Furono implementati i servizi medici per il recupero psicofisico dei malati: si affiancò la fisioterapia con la psicoterapia e le cure termali. L’Italia fu un modello per tutta Europa.

Il passato può ancora insegnarci qualcosa. Non per nulla l’autore è medico e professore di storia della medicina all’Università di Pavia e ha all’attivo numerose pubblicazioni e collaborazioni. “L’erba della regina”, pur ruotando attorno ad un tema strettamente medico, può essere affrontato senza paura anche da coloro che non hanno confidenza con la terminologia medica. Inoltre, è da sottolineare la presenza di una folta bibliografia: utile per un lettore interessato all’argomento ed indice di accuratezza storica e scientifica. Lo stile è semplice e scorrevole, perfettamente adatto all’impostazione narrativa scelta. Alla lettura, tra curiosità e suspance, ci dimentichiamo che sono storia e scienza e ci perdiamo contenti in un buon romanzo di cui conosciamo già la conclusione. Fortunatamente oggi non dobbiamo preoccuparci di una malattia come l’encefalite letargica, ma se dovesse ricomparire stiamo pur certi che, nello stesso momento, si riveleranno per la nostra salvezza, farmaci, medici e donne appassionate.

Buona lettura!

Vulp

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Signora Tesina

L’anno scolastico ormai è agli sgoccioli e per qualcuno questo significa una sola parola, o meglio due: esami e tesina.

Fortunatamente (per gli studenti), scovare una traccia per una tesina interessante è piuttosto semplice, dal momento che su internet si può trovare di tutto. Ci sono siti, infatti, che trattano da anni materie scolastiche (ad es. scuola.net o scuolazoo) e diversi post riguardano proprio le tesine, in particolare quelle di maturità. Se i temi proposti non vi hanno convinti del tutto, in questo post, scritto in collaborazione con una professoressa di lettere e mia cara amica, potreste trovare qualche altro spunto per decidere l’argomento da portare all’esame. Partendo da quattro figure di donne forti che hanno contrbuito alla causa scientifica si può sviluppare il proprio percorso.

Ipazia, la Maestra

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Hypatia- C.W.Mitchell. Credit

Questa donna, “riscoperta” di recente con il film omonimo del 2009 ed interpretata da Rachel Weisz, è vissuta sul finire del 300 d.C., alle porte del grande impero bizantino. Ipazia era scienziata e filosofa ed aveva una sua scuola. La sua mente brillante aveva addirittura affascinato uno dei suoi studenti che si innamorò di lei, una situazione che secoli dopo Sigmund Freud farà riferimento come “transfert” (filosofia). La Maestra con i suoi studi matematici e astronomici era riuscita a migliorare uno strumento chiamato astrolabio piatto (fisica). L’astrolabio, all’epoca, veniva utilizzato per determinare la posizione del sole, pianeti e stelle, ed era molto utile nella navigazione (scienze della terra). La figura di Ipazia è presente in “Baudolino” di Umberto Eco (italiano) ed è la protagonista del romanzo omonimo dello scrittore ottocentesco Charles Kingsley. Non solo, diviene anche soggetto artistico come nel quadro  del pre-raffaellita Charles William Mitchell (arte).

Samantha Cristoforetti, un’ Italiana tra Stelle

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Samantha Cristoforetti. Foto ESA. Credit

Per gli esseri umani lo spazio e le stelle hanno sempre esercitato uno strano fascino e per questo sono fonti di ispirazione o simboli con significati anche molto differenti tra di loro. Qualche esempio: il dipinto “Cielo stellato” di Vincent Van Gogh (arte), la poesia “Bright star” di John Keats (inglese) e la lirica “Alla Luna” di Giacomo Leopardi (italiano). Non possiamo non citare dalla “Critica della ragion pratica” di Immanuel Kant “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me” (filosofia). Astrosamantha, classe 1977, l’italiana che a cavallo tra il 2014 e il 2015 ha vissuto nella Stazione Spaziale Internazionale, ha volteggiato nello spazio in assenza di gravità (fisica). I divertenti video sulla sua vita nella stazione spaziale e condivisi sui social hanno fatto il giro del mondo. Tuttavia, nella storia, la comprensione e la conquista dello spazio da parte dell’uomo è stata difficile per diversi motivi. Da una parte per differenti concezioni filosofico-scientifiche ¬ sistema tolemaico contro quello copernicano¬ che sono state motivo di rivoluzioni culturali, dall’altra lo spazio ha scatenato una vera e propria gara di potenza tra le nazioni, come quella che si verificò tra Russia e America (storia). Ed stato guardando alle stelle, allo spazio e alla luna, che sono state sviluppate le tecnologie e si sono fatti gli esperimenti intorno all’orbita terrestre (scienze della terra).

Ada Lovelace  ,l’Incantatrice dei Numeri

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Ada Lovelace di A.E.Chalon. Credit

Ada (1815-1852), figlia di Lord Byron (inglese) nasce in Inghilterra in un periodo di grandi cambiamenti, infatti, vive i primi anni del Regno Unito, siglato con l’Act of Union, e della regina Vittoria (storia). Si appassiona fin da bambina alle scienze matematiche e approfondisce gli studi sulla macchina analitica di Babbage, una sorta di protocomputer. Ha contribuito a sviluppare la macchina analitica attraverso il primo algoritmo per calcolare i numeri di Bernoulli (fisica/matematica) e per questo Ada è considerata la prima programmatrice della storia. La spinta del progresso scientifico è ormai alle porte ed è erede dell’Illuminismo settecentesco, ma con alcune differenze. La nuova corrente si chiamerà Positivismo (filosofia).

Eva Mameli Calvino, tra Scienza e Lettere

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Eva Mameli Calvino. Credit to the author

I cognomi di questa scienziata rimbombano nella nostra testa; sì, Eva (1886-1978) era imparentata con il famoso Mameli dell’inno nazionale ed è stata la madre dello scrittore Italo. Si laureò in Scienze Naturali (intro alle scienze della terra) ad inizio ‘900 e fu docente universitaria di botanica. Gli studi di indirizzo biologico di Eva permettono di accennare alla teoria dell’evoluzionedi Darwin che ha influenzato addirittura la visione della società di Dickens (inglese). Col marito Mario Calvino, agronomo, si trasferì a Cuba dove nascerà Italo. Lo scrittore, caposaldo della letteratura italiana, scriverà moltissime opere. Per questo percorso citiamo “Le cosmicomiche” (italiano), una serie di racconti che prendono iniziale spunto da nozioni scientifiche per poi dipanarsi nel fantastico, e “I sentieri dei nidi di ragno”, romanzo ispirato alla esperienza di Italo nella Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale (storia).

In bocca al lupo maturandi!

Vulp

Fonti

Scuolazoo – tesine di maturità

Scuola.net – tesine di maturità

European Space Agency-Samantha Cristoforetti

Donne nella Scienza-Ipazia

Enciclopedia delle donne-Eva Mameli Calvino

Finding Ada-Ada Lovelace

Più Rari di Così…

Quante volte ci siamo trovati davanti alla possibilità di scegliere qualcosa che esiste in più varianti? Una maglietta, un orologio, il pane, il cellulare… Molto spesso, se non addirittura tutti i giorni. Capita anche per i medicinali, pensiamo, ad esempio, alla vasta gamma di scelta di cui disponiamo per trattare un semplice mal di testa oppure i sintomi dell’influenza. Ci siamo abituati ad avere ampie possibilità anche per patologie più complesse, come l’ipertensione, l’asma o il diabete. Patologie per le quali, fino a qualche decina di anni fa, i medici avevano solo scarse opzioni di cura per i pazienti. Purtroppo, alcune persone soffrono ancora al giorno d’oggi non solo per una mancanza di scelta terapeutica, ma anche per il difficile reperimento dei farmaci in commercio. Questi si chiamano farmaci orfani e sono usati per le malattie rare di cui ricorre l’ultimo giorno di febbraio la Giornata Mondiale.

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Logo della Giornata Mondiale delle Malattie Rare.  Credit RareDieseaseday.org

Una malattia rara viene definita tale quando è caratterizzata da una bassa frequenza nella popolazione e di conseguenza manca di una terapia efficace. In Europa il tasso di prevalenza delle malattie rare è stato fissato allo 0,05%, cioè 5 ogni 10000, quindi 1 malato ogni 2000. Non è facile affrontare queste malattie dal momento che alcune insorgono in età pediatrica (più spesso sono ad es. malformazioni congenite, problemi al sistema immunitario ed ormonale), altre prevalentemente in età adulta (come malattie a carico del sistema nervoso, del sangue e degli organi ematopoietici). Purtroppo queste patologie sfuggono ad una diagnosi precoce e il numero esiguo di pazienti non favorisce la ricerca e lo sviluppo di farmaci specifici a causa del mercato insufficiente. Spesso veniamo a conoscere le malattie rare solo attraverso le statistiche; tuttavia, un malato e i suoi famigliari non sono dei numeri. Ecco, allora, la nascita di una giornata in cui i malati si coalizzano per sensibilizzare chi malato non è e per ricordare al mondo che loro esistono, pur passando per pazienti quasi invisibili.

Per provare a capire l’entità di queste malattie, sconosciute alla maggior parte di noi, è possibile consultare il sito Orphanet-Italia che propone una lista di più di 6000 nomi in ordine alfabetico. Invece, consultando il sito del Ministero della Salute è possibile trovare normative, documenti, risposte alle domande più frequenti sull’argomento, e la lista delle malattie rare completamente esenti dal ticket. In più, consultando il sito della propria regione è possibile verificare se esistono riduzioni regionali per malattie rare specifiche e non incluse nella lista nazionale. Chi, invece, già lavora in ambito scientifico e fosse interessato ad approfondire il tema può valutare una breve specializzazione attraverso le Summer e Winter School di EURORDIS (Rare Diseases Europe), la quale mette in relazione ricercatori e malati.

Informiamo e informiamoci, oggi abbiamo davvero la possibilità di dare una voce a chi spesso non ce l’ha!

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Fonti

Orphanet-Italia

Ministero della Salute-Malattie Rare

Giornata Mondiale delle Malattie Rare

Summer e Winter School EURORDIS

La traiettoria di Cupido (parte 2)

Nel post su San Valentino parte 1 abbiamo scorrazzato felicemente per i cieli, ora è il momento di tornare sulla terra e scoprire altre possibilità per organizzare un appuntamento scientifico.

Se vi piace stare all’aperto e desiderate conoscere meglio la vostra dolce metà, potreste passeggiare negli orti botanici: fatevi guidare tra le piante, i roseti, nei giardini dei semplici e nelle serre. Molto belli e vicini al centro città sono quelli di Pavia e Roma.

Un altro grande classico per spiriti razionali è la visita ai musei di scienze naturali e tecnologia. Niente scuse, ce ne sono in tutta Italia! Qualche esempio? Milano, Torino, Genova, Firenze, Napoli. Se le vostre preferenze pendono verso la meccanica, valuterei il museo dei motori di Palermo e, ovviamente, quello dell’automobile di Torino. Una ulteriore alternativa? Il museo della tecnica elettrica a Pavia, perfetto per i colpi di fulmine. =D

Andando nello specifico, se avete appuntamento con un medico o un farmacista sono sicura apprezzeranno queste due proposte: la prima è la visita al museo della storia della medicina a Pavia dove si possono ammirare strumenti, cimeli e reperti anatomici datatbili tra il 1700 e il 1800; la seconda è il Museo Aboca a San Sepolcro (Arezzo) sull’uso e il rapporto dell’uomo con le erbe officinali. Se poi volete mettervi alla prova ci sono i corsi di Basic Life Support organizzati dalla Croce Rossa Italiana.

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Se fosse Amortentia?

Ok, non siete topi da museo, né avventurieri dello spazio, aperitivo o ristorante? Per entrambi potete orientarvi su cocktail e cucina molecolare. Alimenti e bevande serviti in forme, consistenze e colori poco convenzionali. Stupore assicurato! Non ci sono molti locali che propongono questo tipo di ristorazione, quiqui qualche indirizzo.

Concludo questa carrellata di idee con due tipi di regali a tema. Il primo sono i bijoux di Science Inspired Jewelry ispirati a cellule, organi e formule chimiche. Dagli anelli ai pendenti ai braccialetti, avete solo l’imbarazzo della scelta. La seconda proposta può essere adatta per le storie d’amore appena iniziate. Infatti, i pupazzi di Giant microbes sono virus, batteri e cellule trasformati in adorabili peluches.

Allora, pronti per innamorarvi?

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Fonti

Orto Botanico di Pavia

Orto Botanico di Roma

Museo della Scienza di Milano

Museo Regionale delle Scienze Naturali di Torino

Museo di Storia Naturale di Genova

Museo Galileo di Firenze

Città della Scienza di Napoli

Museo storico dei motori di Palermo

Museo dell’auto di Torino

Museo della tecnica elettrica di Pavia

Museo di Storia della Medicina di Pavia

Museo Aboca

Corsi BLS Croce Rossa

Ristoranti di Cucina Molecolare

Science Inspired Jewelry

I peluches di Giant microbes

La traiettoria di Cupido (parte 1)

14 febbraio, vi dice nulla? Per alcuni è una ricorrenza temuta e peferirebbero passasse il più in fretta possibile, altri, invece, vorrebbero festeggiarlo, ma non hanno un atomo di idea di cosa organizzare o regalare. Non disperate, questo e il prossimo post sono per voi!

Dal momento che abito nel nord-ovest italiano le mie proposte si concentreranno in questa area per il semplice fatto di conoscerla meglio. Agli amici più lontani suggerisco di prendere spunto per fare una piccola ricerca nella vostra zona e, magari, condividere nei commenti sotto il post =)

Vi propongo come prima scelta un grande classico: il planetario. E’ romantico, l’ambiente rilassante, la volta celeste per voi senza il freddo di una notte di febbraio e avrete a disposizione una guida che svelerà i segreti delle costellazioni. Ho visitato il planetario di Milano ( ad es. c’è anche a Torino ) che è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici e ha un calendario bimestrale di incontri. Le visite vengono effettuate in gruppi ed è necessario recarsi sul posto un po’ prima dell’ora di inizio. Potete sedervi sulle sedie girevoli che occupano tutta la sala oppure sulle panche a ridosso delle pareti. Queste ultime sono un po’ più comode delle sedie ma non permettono una visuale completa della volta.

Se, invece, preferite la realtà, scegliete l’osservatorio astronomico. Di solito le visite si svolgono di sera e prevedono un’introduzione e successivamente l’osservazione vera e propria. Uno degli osservatori astronomici si trova a Milano, ma altri sono sparsi in zone fuori dai centri fortemente abitati, come quello di Ca’ del Monte al confine tra Lombardia e Piemonte. Dal momento che non sono sempre aperti al pubblico, vi invito a contattarli per verificare la loro disponibilità.

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Che meraviglia lo spazio!                                                   Credits: Wessex scene

Vi piace lo spazio, ma scevro del romanticismo classico? La mostra “Nasa-A human adventure”, visitabile fino al 4 marzo, è quello che fa per voi. Attraverso riproduzioni, modellini e pezzi originali, la mostra svela l’avventura umana nello spazio, dagli albori ai giorni nostri. E’ anche possibile, grazie ad un simulatore, sperimentare una parte dell’accelerazione gravitazionale a cui sono sottoposti gli astronauti sia al momento del lancio della navicella, sia durante il ritorno sulla terra. Imperdibile il reparto di merchandising all’uscita della mostra, ne vale la pena!

Se non considerate sufficiente vagare tra le stelle e volete letteralmente far volare la persona amata, portatela all’Aerogravity. Volerete in tutta sicurezza senza lanciarvi da un aereo! Nell’area di volo la turbina gigante vi darà la spinta sufficiente per librarvi e la quantità e il modo in cui esporrete la vostra superficie corporea determinerà l’altezza a cui arriverete. Avrete sempre con voi l’istruttore, don’t panic! Aerogravity è un’esperienza divertente, tuttavia ricordatevi che dura qualche minuto e che avete la possibilità di volare solo uno per volta e sempre con l’istruttore. Visto che non capita tutti giorni, chiedete se è possibile scattarvi una foto mentre fate Icaro!

Concludo la prima parte di questo post dedicato ad eventi scientifici per cupidi alternativi ricordandovi di essere scienziati previdenti: prenotate in anticipo! 😉

Vulp

Fonti

Planetario di Milano 

Planetario di Torino

Osservatorio astronomico di Milano

Osservatorio astronomico Ca’ del Monte

Nasa- A human adventure

Aerogravity

Aforisma in orbita

27 Gennaio, Giornata della Memoria.

“Nel manifesto degli scienziati razzisti, che si diceva vergato o comunque ideato da Mussolini, si dichiarava che gli ebrei non appartenevano alla razza italiana”.

Rita Levi Montalcini

Biografia breve di rita Levi Montalcini

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Rita Levi Montalcini- neurologa e ricercatrice. Fotografata da Umberto Pizza (Credit)

 

 

A spasso con una Volpe

C’è chi come animaletto domestico ha un gatto, chi un cane, chi un criceto e chi, come Lou Lubie, dice di avere una volpe. La segue per casa, al lavoro, quando è con gli amici e con il patner… proprio ovunque! E’ sempre con lei, è dentro di lei, è la sua ciclotimia.

Lou Lubie è l’autrice de “La mia ciclotimia ha la coda rossa” (edito da Comicout), una graphic novel a metà tra un’autobiografia e un articolo di divulgazione scientifica, in cui racconta la sua vita con questa malattia immaginandola una volpe.

La ciclotimia, ci spiega Lou, è una forma di bipolarismo che alterna fasi di ipomania (una forma di mania lieve) in cui ci si sente iperattivi, intraprendenti e creativi e fasi di apatia e depressione. La ciclotimia, come la volpacchiotta, è astuta e subdola, infatti non presenta i sintomi e le tempistiche del bipolarismo classico. Per questo motivo chi ne soffre incontra spesso notevoli difficoltà prima di ricevere una diagnosi corretta. Lou ci apre il suo mondo con simpatia e, con fermezza, ci fa guardare “in faccia” una malattia mentale attraverso la sua arte. I disegni sono accattivanti, hanno uno stile semplice, adatto alla comicità con cui l’autrice sdrammatizza la malattia. Nonostante i colori usati siano prevalentemente nero, bianco e rosso aranciato, non risultano limitanti ai fini della narrazione e rendono piacevole la lettura.

Ciclotimia

Credit: Comicout e Lou Lubie

Se dare un nome alla malattia è il primo passo, convivere con una volpe affamata di novità e allergica alla stabilità di relazioni affettive e lavorative è un percorso non ancora concluso. Affrontiamo con Lou le visite mediche, i farmaci e la difficoltà di relazionarsi con le persone, la vediamo a volte cadere e poi rialzarsi rifiutandosi di lasciare il controllo di sé stessa alla ciclotimia. Certo, l’autrice rende davvero gradevole la volpe ed anche se ci rendiamo conto che è la fonte dei suoi problemi quotidiani, è difficile non provare una briciola di simpatia nei suoi confronti. Noi lettori facciamo, dalla prima pagina, il tifo per Lou e la vediamo esattamente come dovrebbero essere guardate tutte le persone che hanno una malattia. Esattamente, persone.

Buona lettura!

Vulp

fonti:

ComicOut 

Per saperne di più sulla ciclotimia e disturbi bipolari:

Progetto Itaca

Associazione Minerva 

Associazioni disturbi bipolari