Mi fa un baffo…

Ottobre e la campagna di prevenzione per il tumore al seno (qui il link all’articolo) ce li siamo appena lasciati alle spalle. Ci siamo concentrati sulla salute femminile con screening, iniziative e progetti, rischiando di far passare quella maschile un po’ in sordina. Senza dover ricordare che statisticamente gli uomini hanno una aspettativa di vita inferiore a quella delle donne e che per background culturale non sono portati a rivolgersi al medico, tantomeno ad un andrologo, cosa possiamo fare per sensibilizzare la prevenzione dei tumori nei maschi? Aderire a “MOVEMBER”!

Questa parola nasce dall’unione di due parole inglesi moustache (baffi) e november (novembre), ed è il nome della campagna di sensibilizzazione partita nel 2003 in Australia grazie all’iniziativa di due amici. Ad oggi l’iniziativa, ormai su scala mondiale, parla non solo di tumore alla prostata ma anche anche di tumore ai testicoli e di salute mentale negli uomini; temi delicati, ma fondamentali per il benessere dei nostri padri, fratelli, compagni e amici.

Aderire a Movember è molto semplice, infatti, tutti gli uomini sono invitati a farsi crescere i baffi per tutto il mese di novembre e a parlare del progetto con i propri conoscenti. Chi vuole poter fare di più può cogliere l’opportunità partecipando attivamente a progetti già esistenti, fare una donazione per la ricerca od organizzare un evento nella propria città. Sul sito ufficiale di Movember ci sono tutte le informazioni di cui potete avere bisogno.

baffi

Movember Logo – credit

Anche la Fondazione di Ricerca delle Molinette di Torino ha aderito a Movember per la prevenire il tumore della prostata. Lo scopo è di raccogliere fondi per avviare un progetto di ricerca su una terapia, quella focale, per trattare alcuni pazienti con specifici tumori alla prostata. Sul sito trovate iniziative e gadget simpatici che potete acquistare per sostenere il progetto.

Come avete potuto capire dalle mie poche righe, i simpatizzanti del movimento possono essere di entrambi i sessi. Una donna non può farsi crescere i baffi, ma può partecipare sostenendo e aumentando la visibilità di questi progetti, perchè, come per le campagne contro il tumore al seno, per vincere dobbiamo fare squadra.

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Fonti

Movember site

Movember-un baffo per la ricerca Molinette di Torino

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UN NASTRO ROSA PER TUTTI!

L’estate ce la siamo lasciata alle spalle, abbiamo già ricominciato a lavorare e abbiamo composto liste settembrine di buoni motivi che ci renderanno a giugno prossimo belle toniche, pronte per la prova costume. Ragazze, nella to-do-list avete inserito i controlli di routine “alle gemelle”? Se ve ne siete dimenticate questo è il momento giusto per pensarci: ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno. I numeri parlano chiaro: 1 donna su 8 viene colpita dal tumore, ed un quarto delle donne che ne è affetta presenta mutazioni genetiche ereditarie. Meglio non sottovalutarne la pericolosità.

Il tumore al seno viene classificato in 5 stadi, dallo stadio zero cioè una forma precancerosa o già cancerosa ma non aggressiva, fino allo stadio IV dove sono presenti le metastasi. Va da sé che una diagnosi precoce è l’elemento fondamentale per garantire la sopravvivenza. Dal momento che, spesso, soprattutto all’inizio, il tumore non provoca dolore, bisogna ricorrere all’autopalpazione che permette di percepire al tatto i noduli. Inoltre, è necessario fare attenzione anche ai cambiamenti nel colore della pelle o del capezzolo. Per poter effettuare una diagnosi completa è imporatante sottoporsi regolarmente ad ecografia mammaria e a mammografia; nel caso in cui il medico identifichi noduli o formazioni sospette si effettuano biopsia ed esame citologico. Mantenere fin da giovani uno stile di vita sano, con alimentazione equilibrata e attività fisica regolare, sono di supporto nel ridurre l’insorgenza del tumore.

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Campagna AIRC “Nastro Rosa 2018”- credit

Un’altra buona notizia è che la medicina ha fatto passi da gigante e si cerca di scegliere trattamenti antitumorali non solo in base al tipo di tumore, ma anche all’età e alle esigenze della donna sotto trattamento. Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno di tantissime associazioni (una su tutti AIRC– Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) e alle centinaia di ricecatori e medici che hanno permesso di diminuire la mortalità e di aumentare la qualità di vita. Possiamo tutti noi contribuire partecipando alle iniziative in giro per l’Italia promosse dalla LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) che, ad esempio, in più 100 sedi ha organizzato visite senologiche gratuite oppure effettuando una donazione di 2 euro da cellulare al 45521 (5 o 10 euro da telefono fisso) o ancora acquistando le famosissime spillette del nastro rosa, simbolo internazionale della lotta. Attaccatele alla giacca, regalatele alle amiche, compagne, mariti. La lotta contro il tumore al seno riguarda tutti!

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Fonti:

AIRC-Tumore al seno

LILT-Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori

Nastro Rosa AIRC

LA NOTTE EUROPEA DEI RICERCETORI 2018 (2 parte)

Qui la prima parte del post!

Università di Milano

Ben organizzati per tematiche con colori differenti sono le attività per le scuole proproste dal “Meet me tonight” di Milano:cultura e società, patrimonio culturale, salute, scienza e tecnologia. Per l’area tematica “cultura e società” mi ha colpito il percorso esperienziale chiamato “Luna-math park” pensato per chi vuole capire in modo divertente con enigmi e giochi il ragionamento logico-matematico. Invece, sotto il tema “salute” viene organizzata una bella spiegazione su “Come nasce una medicina: storie di molecole diventati farmaci che hanno migliorato la nostra vita”. Decisamente di attualità vista, spesso sui social, una grande confusione riguardo questo argomento.

Università di Pavia

Il 28 settembre la webradio dell’ateneo lombardo organizza nei cortili storici dell’Università “L’aperitivo ricercato”, un talk show in cui i ricercatori pavesi in 15 minuti verranno intervistati per approfondire in un contesto meno formale le attività che si svolgono nei laboratori. Dalle 21.00 fino alle 23.00 sarà aperto in via straordinaria il Museo per la Storia dell’Università che raccoglie oggetti e testimonianze di secoli di ricerca scientifica. Ottima occasione per poterlo visitare.

Università di Parma

Oltre ad offrire più di 40 caffè scientifici tra il 10 settembre ed il 5 ottobre, l’Università di Parma organizza in zona “Parco della Salute” un incontro sulle fake news della nutrizione. Siamo così spesso bombardati da notizie sulla alimentazione corretta, argomento davvero complesso, che risulta dificile capire dove stia la verità. Hrazie alla presenza di un team di nutrizionisti si cercherà di fare chiarezza. Nel plesso di Fisica, invece, potrete trovare l’installazione del planetario itinerante “Starlab” al quale si potrà accedere per quattro proiezioni quidate. Infine, sempre nello stesso padiglione, gli appasionati di astronomia potranno portare da casa il loro telescopio e partecipare allo “sky-party”, oltre che partecipare all’ascolto dei talk scientifici in programma.

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Logo “la notte dei ricercatori” di Parma- credit

E voi, a quale evento parteciperete?

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Fonti

Università di Milano-Meet me Tonight

Università di Pavia

Università di Parma

LA NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI 2018 (1 PARTE)

Siete stanchi del solito venerdì sera? Bene, segnatevi la data di venerdì 28 settembre perchè torna LA NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI!

Un grande evento che coinvolge i ricercatori, impegnati in talk show, laboratori e iniziative con lo scopo di aprire le porte del loro lavoro ai cittadini e agli studenti interessati. Con l’occasione anche molti musei modificano i propri orari per permettere una maggiore partecipazione, soprattutto nelle città universitarie. L’iniziativa è sponsorizzata a livello europeo vede coinvolta anche l’Italia con molte iniziative interessanti. Qui potete consultare il sito ufficiale che, a mio avviso, non è strutturato in modo sufficientemente intuitivo per il comune cittadino. Le Università sono raggruppate in base al tema conduttore che scelto, ma, per alcune, è più semplice cercarne il nome per verificare se aderiscono o meno all’iniziativa. Aggiungo che alcune Università ribattezzano l’evento sotto nomi diversi, come ad esempio “meet me tonight” dentro il quale convergono una parte delle Università della Lombardia e della Campania, una scelta che crea solo confusione.

In questo post vi propongo alcuni eventi organizzati da Università nel nord Italia:

Università di Torino

Per toccare con mano la scienza suggerisco di partecipare a “Il tram della scienza”, un laboratorio mobile allestito su un mezzo storico che parte da Piazza Castello. Avete mai sentito parlare degli orologi atomici? Potete approfondire l’argomento e il tema della relatività generale alla conferenza “Le meraviglie di Einstein:onde gravitazionali, spazio e orologi atomici”. Spulciando il sito si trovano tante altre attività interessanti come l’apertura straordinaria del laboratorio di “Xkè?”, che cerca di soddisfare la curiosità di tutta la famiglia.

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Logo “Notte Europea dei Ricercatori di Torino”- Credit

Università del Piemonte Orientale (Alessandria)

Molte iniziative sono rivolte ai bambini e agli studenti, in particolare segnalo “La caccia al tesoro… nutriente” al Dipartimento di Scienza e Innovazione Tecnologica. Si tratta di un gioco per i bambini organizzata dai biochimici per approfondire“i nutrienti presenti nel cibo e il loro valore”. Nello stesso dipartimento un’ltra attività che piacerà sicuramente anche ai grandi è lo spettacolo “La magia della scienza”, dove con semplici dimostrazioni i più piccoli vengono introdotti nel magico mondo della chimica.

La prima parte di questo post è finita, ma voi potete già curiosare tra le iniziative che sono state messe on line.

Ci “vediamo” tra una settimana con la seconda parte!

Vulp

Fonti

La notte europea dei ricercatori 2018

Notte Europea dei Ricercatori- Italia

Università di Torino

Università del Piemonte Orientale (Alessandria)

 

L’INSEGNANTE CHE NON TI ASPETTI

Titolo: Front of the class-how Tourette Syndrome made me the teacher I never had

Autore: Brad Cohen e Lisa Wysocky

Editore: St. Martin’s Griffin

Lingua: Inglese

Codice ISBN:978-0-312-57139-9

Quanti genitori sarebbero disposti ad accettare come insegnante per i loro figli qualcuno con una sindrome neurologica? Questa domanda è affiorata più volte nel corso della ricerca di un impego da maestro elementare di Brad Cohen, un giovane americano con un sogno che sembrava davvero irrealizzabile a causa della sua una malattia, la Sindrome di Tourette. Brad nasce con questa malattia che inizia a manifestarsi solo quando ha circa sette anni. Tutti intorno a lui pensano che i versi a voce alta e i tic siano fatti di proposito solo per attirare l’attenzione a causa del divorzio dei genitori. Purtroppo non è così, Brad non riesce a controllare i propri tic che sono “contrazioni involontarie intermittenti che possono coinvolgere qualsiasi muscolo del corpo”, nel suo caso collo e gola sono quelli più colpiti. Nonostante arrivi la diagnosi della malattia la situazione in famiglia e a scuola è sempre più tesa:invece di essere sostenuto, viene costantemente punito, sgridato e bullizzato. In uno dei momenti più duri della sua vita scolastica Brad parla con il preside, una persona che cambierà la percezione che aveva il ragazzo nei confronti degli insegnanti e che gli farà decidere di intraprendere proprio quella carriera. Brad capisce quanto tutti intorno a lui abbiano bisogno di una spiegazione dal suo punto di vista riguardo la Sindrome di Tourette e questa consapevolezza sarà l’inizio anche di un percorso di divulgazione finalizzato a sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica. Gli anni passano veloci e la forte determinazione di Brad si concretizza nella laurea nei primi anni ’90 con il massimo dei voti. Nonostante gli ottimi risultati, tante, tantissime porte si chiudono sbattute in faccia con scuse sempre meno credibili abbattendo il sogno di diventare insegnante, finchè una scuola, la “Mountain View”, vede lui e non la sua sindrome. Per Brad è ancora un nuovo inizio, ma non si fa ingannare: essere accettati è un lungo percorso. Tuttavia, la sua determinazione e il suo impegno lo ripagano: viene addirittura insignito del premio “Miglior insegnante dell’Anno”.

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Brad Cohen (credit)

 Al momento ho trovato “Front of the class” solo in lingua inglese, che non è difficile per un livello b1/b2 del quadro europeo delle lingue. É una autobiografia ben scritta, che suscita emozione senza essere stucchevole.E’ stato tratto anche un film il cui titolo in italiano è “La mia fedele compagna”, abbastanza fedele al libro. E’ facile simpatizzare con Brad perchè sentiamo quanto, dietro le parole scritte da adulto, possa aver sofferto da ragazzino. Inoltre, le vittorie e gli insuccessi che lo vedono protagonista ci danno la giusta grinta per provare ad affrontare le nostre di difficoltà, che sono ben più semplici senza la Tourette di mezzo. Insomma, è il libro ideale per avere carica possiamo avere il nostro lieto fine.

N.B. Anche in Italia ci sono tourettici! Per saperne di più potete consultare il sito dell’associazione qui.

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Fonti

Associazione Italiana Sindrome di Tourette

UNA BAMBINA MOLTO TESTARDA parte2

La prima parte del post su “Maria Montessori- Una vita per i bambini” la potete leggere qui.

Questa miniserie televisiva è, come indicato nei titoli di coda, liberamente ispirata alla biografia della Dottoressa Montessori e ruota per lo più intorno alla sua vita privata, una zona d’ombra celata per anni agli occhi del mondo grazie alla brillante carriera e alle idee rivoluzionarie. Nonostante tutto, vediamo bene come dalle esperienze della Dottoressa si sviluppa il suo metodo, una fusione che ci ricorda che nella vita non ci sono scomparti chiusi, ma vasi comunicanti tra loro. Maria Montessori è stata prima di tutto un medico, poi una donna e la sua profonda dedizione al lavoro l’ha portata al di là dei confini delle quattro mura domestiche. E’ stata una donna testarda, derisa perchè invidiata, ammirata e allontanata nello stesso tempo. La scena più straziante della miniserie è, credo, quando Maria, già lacerata dall’aver dovuto celare la gravidanza e il figlio, le viene intimato di tenerne segreta l’identità per poter continuare a lavorare senza scandali. Lì si è vista una grande Paola Cortellesi, dimostrando di essere molto più una attrice comica.

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Maria Montessori. credit.

Gradevole l’interpretazione di Montesano da parte di Massimo Poggio, che impersona un uomo pavido, attaccato alla propria posizione e desideroso di una moglie con cui non deve competere. Il Montesano televisivo non si sentiva, forse, abbastanza coraggioso per un amore come quello richiesto per portare avanti la relazione con la Montessori. Anche gli altri personaggi maschili, inizialmente, vengono ritratti bigotti ed infantili, come il padre di Maria, interpretato da Adalberto Merli, che non condivide e non vuole capire le aspirazioni della figlia. Solo anni dopo ammetterà con un certo imbarazzo di esserne orgoglioso. Perfino lo stesso figlio, Mario, che da adulto è impersonato da Alessandro Lucente, non approva spesso le posizioni di sua madre. Prima perchè abbandonato ed ingannato, poi per reazione ad una madre forse troppo protettiva e abituata a stare da tempo in solitudine. Solo col tempo questi uomini si accorgeranno della grandezza e delle fragilità di Maria, amandola forse troppo tardi.

La sfera femminile è invece volitiva, piena di speranze e concreta, pur non sempre dalla parte della Montessori. La madre di Maria, interpretata da Imma Piro, pur rimanendo sullo sfondo, è di importanza chiave dal momento che è la prima a sostenere la figlia nel percorso universitario, ad aiutarla nell’affrontare il dolore di una gravidanza non conforme alle norme sociali dell’epoca, nel sostenere Maria da dietro le quinte. Una figura che pare un faro nella tempesta. Anche la madre di Montesano, pur ostacolando apertamente la relazione tra suo figlio e la dottoressa, è resa come una donna dal carattere forte, con un chiaro istinto protettivo nei confronti della sua famiglia. Infine, un cameo davvero delicato è stato recitato da Alba Rohrwacher nei panni di una giovane maestra che segue il metodo Montessori: la nuova generazione di insegnanti.

Di questa miniserie si può forse criticare una certa strizzata d’occhio alla “guerra” maschi contro femmine, che ritengo rischi di banalizzare il ruolo della donna nell’ambiente scientifico e marcatamente maschilista dell’epoca. Di certo le donne che hanno per prime perseguito una strada non convenzionale si sono ritrovate a lottare più duramente di noialtre che viviamo più di un secolo dopo. La storia riesce a toccare altri due temi delicati: il primo è l’emblematica difficoltà per una donna, già a fine ‘800, riuscire a conciliare il proprio lavoro con il desiderio di famiglia e figli. Per quanto Maria abbia fatto scelte di vita controcorrenti per l’epoca in cui è vissuta ha sperimentato un duro compromesso per poter continuare il suo lavoro. Ai giorni nostri, fortunatamente, non dobbiamo subire lo stesso drastico trattamento della Montessori.  La seconda tematica è la resistenza da parte di una parte comunità scientifica, chiamiamola “tradizionalista”, al nuovo. Qui vediamo che sia Montessori che Montesano hanno trovato molte difficoltà a farsi accettare dai colleghi e dai superiori per la ricerca di un approccio con il malato psichiatrico differente da quello in voga all’epoca.

Questa è stata una produzione italiana con attori di qualità, di cui andare orgogliosi. Non ho visto fortunatamete una recitazione affettata da “soap opera”, ma rimane una biografia romanzata e adattata per essere vista dal pubblico del piccolo schermo. Nonostante alcune perplessià, consiglio la visione di “Maria Montessori-una vita per i bambini” perchè non può non appassionarvi la storia di questa scienziata italiana che per tanto tempo ha campeggiato sulle banconote delle vecchie lire!

UNA BAMBINA MOLTO TESTARDA parte 1

“C’era una volta una bambina molto intelligente che si chiamava Maria Montessori…” Ecco potrebbe iniziare anche così la storia di questa donna incredibile la cui biografia è stata in parte ripresa e messa sul piccolo schermo nel 2007 sulle reti Mediaset con il nome di “Maria Montessori- una vita per i bambini”. Questa miniserie televisiva in due puntate ha come protagonista Paola Cortellesi nei panni di Maria Montessori e Massimo Poggio in quelli del Professor Montesano.

Le puntate prendono il via nell primo giorno di università della futura Dottoressa fino al suo lavoro con le “Case dei bambini” nel periodo fascista. Non vediamo solo il lavoro di questa grande pedagogista, ma, soprattutto, la sua vita privata.

montessori

Torniamo un momento indietro, chi era Maria? La Dottoressa Maria Montessori, nata nel 1870, è stata uno dei primi medici donna con specializzazione in neuropsichiatria. La dottoressa aveva anche ottime conoscenze in ambito batteriologico, sulle malattie delle donne e di pediatria; tutte materie che le sono state utili nello sviluppo del suo metodo pedagogico ed educativo.

Maria, all’Università nella facoltà di medicina, è l’unica donna in un mondo maschile. La studentessa viene fatta entrare per ultima in aula, forse davvero per proteggerla da sguardi indiscreti e approcci inappropiati, ma, in quanto donna, è impossibile non notarla. Maria si impegna molto e riesce a farsi accettare nel gruppo di studio del Professor Montesano, docente di psichiatria e poi padre del suo unico figlio Mario. Temendo uno scandalo la famiglia Montesano obbliga Maria a partorire lontano dalla città e a dare il bambino ad una famiglia fidata. Non solo, viene minacciata di perdere qualunque tipo di informazione o eventuale contatto col bambino se rivelerà la vera identità dei genitori. La Dottoressa, straziata, si piega, ma non si arrende. Per tutta la sua vita continuerà a lottare per riavere suo figlio. La Montessori lascia l’ambiente medico e universitario, concentrandosi sull’insegnamento e sviluppando un nuovo metodo. Il suo successo è tale che il metodo Montessori si espande dall’Italia fino in India.

Maria, nel frattempo, con fatica riesce a farsi riconoscere da suo figlio, ma la lontananza rende difficile il loro rapporto. Pare quasi un contrappasso, lei che era riuscita a capire e a insegnare a così tanti bambini riavvicinarsi al suo stesso figlio risulta essere così complicato.

Con l’avvento del fascismo la Dottoressa Montessori vede le  ” case dei bambini” e il suo metodo adottati e sfruttati come punta di diamante dal duce, per sottolineare la grandezza dell’Italia. Il regime però ha intenzione di mantenere il lavoro di Maria solo come facciata per inculcare già nei piccoli idee in linea con il fascismo. Maria si ribella e con suo figlio Mario tenta la fuga. Quando tutto sembra perduto, vengono aiutati proprio da uno dei tanti bambini che Maria aveva educato.

Nel prossimo articolo la parte 2 con il commento alla serie.

Buona visione!

Vulp

Fonti

Metodo Montessori

LE DONNE CHE CURANO

Titolo: “Le medichesse-la vocazione femminile alla cura”

Autrice: Erika Mederna

Casa editrice: Aboca

Pagine: 143

Cod ISBN: 978-88-95642-80-2

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Copertina de “Le Medichesse” . Credit to the author

Nei secoli la cura e i trattamenti cosmetici, soprattutto nel’ambito famigliare, sono sempre stati delegati alla donna, custode della tradizione medicale legata alla natura. Nonostante la figura femminile nel contesto medico sia stata per secoli osteggiata, nell’antichità troviamo donne di spicco che se ne sono occupate, con o senza l’approvazione maschile.

In “Medichesse” vediamo che le donne che si occupavano di cura e arte medica all’inizio dei tempi, potevano rientrare in tre categorie: dea, maga, strega. Donne di potere, esperte di erbe e pozioni, donne a cui ci si rivolgeva per lo più per un aiuto soprannaturale. Circe e Medea sono le prime che incontriamo, donne strateghe di vendette ed esperte nelle arti oscure e quindi temute, travisate dallo sguardo patriarcale del mito. Ci imbattiamo poi in Metrodora, pseudonimo sotto il quale si proteggeva probabilmene una bizantina, che ci ha lasciato “Sulle malattie delle donne”, il trattato medico più antico scritto da una donna. Passando poi per Trotula, Fabiola, Radegonda, Santa Idelgarda fino ad arrivare ad Isabella Cortese abbiamo una densa panoramica dell’attività medica nell’ambito femminile. Il volume non è solo arricchito di esempi tratti dagli scritti delle autrici, ma anche da bellissime immagini, dipinti di donne ed erbari, a colori e a tutta pagina.

L’autrice, laureata in archeologia, pur non avendo basi scientifiche, riesce a tenere bene le fila di questo saggio dal tema vasto e complesso che ha approfondito con una ricerca meticolosa. “Medichesse” è un’opera di divulgazione, ma soprattutto rimane un “omaggio al contributo fondamentale delle donne al sapere medico, erboristico e csometico della tradizione occidentale”. Per questi motivi lo propongo come lettura, perchè lontano dal proporre un revival del new age o di correnti simili. L’arte medica nasce da lontano, non scordiamolo.

Buona lettura!

Vulp

IL MIRACOLO DELLA BELLADONNA

Titolo: “L’erba della regina”

Autore: Paolo Mazzarello

Editore: Bollati boringheri

Pagine: 190

ISBN:978-88-339-2438-0

“Lo spazio si restringeva, il tempo rallentava. Era come se il corpo si trasformasse in una prigione, irrigidito su sè stesso. Il volto inespressivo, lento, senza mimica, come una maschera. La pelle lucida, cerea, lo sguardo assente, perso lontano verso spazi indefiniti. Per contro questa generale rarefazione della vita era stranamente contraddetta da segni esagerati del movimento. I globi oculari iniziavano improvvisamente a ruotare e la bocca si contorceva disegnando strani arabeschi, mentre la lingua si protendeva in tutte le direzioni. Oppure erano gli arti e il capo a scuotersi d’improvviso e a muoversi casualmente, tracciando archi bizzarri lungo percorsi privi di significato, senza alcun fine. Talvolta poi era l’intero corpo a essere dominato da un attacco epilettico. Una contraddizione motoria.”

È questo l’incipit con cui il Dott. Paolo Mazzarello inizia il racconto di una storia vera, purtroppo da molti dimenticata che dispiega tra l’Italia e la Bulgaria. La malattia che si stava propagando silenziosamente, dopo il primo conflitto mondiale, si chiamava encefalite letargica, colpiva i malati con i sintomi sopra descrittiuno causando inoltre uno stato di sonno profondo, simile a coma. La nuova malattia iniziava a far paura come la non ancora dimenticata “spagnola”.

Mentre i medici dell’epoca, in mancanza di una terapia efficace, potevano solo stare a guardare i reparti psichiatrici e neurologici riempirsi ad una velocità allarmante, in Bulgaria, di profonda tradizione fitoterapica, il guaritore Ivan Raev trattava con successo una donna affetta da encefalite letargica con una pianta potente e pericolosa:la  Atropa Belladonna.

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Atropa Belladonna. Credits

In che modo una malattia sconosciuta, che stava mietendo sempre più vittime, si collega ad un guaritore bulgaro di un piccolo villaggio? Fu una nobile montenegrina con la passione per la medicina: Elena, regina d’Italia, moglie di Vittorio Emanuele. La regina venne a conoscenza di Ivan Raev e, forte della sua influenza e fiduciosa di questo nuovo trattamento, fu determinante nell’affrontare l’encefalite letargica rivoluzionando l’appraccio stesso alla malattia. Furono implementati i servizi medici per il recupero psicofisico dei malati: si affiancò la fisioterapia con la psicoterapia e le cure termali. L’Italia fu un modello per tutta Europa.

Il passato può ancora insegnarci qualcosa. Non per nulla l’autore è medico e professore di storia della medicina all’Università di Pavia e ha all’attivo numerose pubblicazioni e collaborazioni. “L’erba della regina”, pur ruotando attorno ad un tema strettamente medico, può essere affrontato senza paura anche da coloro che non hanno confidenza con la terminologia medica. Inoltre, è da sottolineare la presenza di una folta bibliografia: utile per un lettore interessato all’argomento ed indice di accuratezza storica e scientifica. Lo stile è semplice e scorrevole, perfettamente adatto all’impostazione narrativa scelta. Alla lettura, tra curiosità e suspance, ci dimentichiamo che sono storia e scienza e ci perdiamo contenti in un buon romanzo di cui conosciamo già la conclusione. Fortunatamente oggi non dobbiamo preoccuparci di una malattia come l’encefalite letargica, ma se dovesse ricomparire stiamo pur certi che, nello stesso momento, si riveleranno per la nostra salvezza, farmaci, medici e donne appassionate.

Buona lettura!

Vulp

Signora Tesina

L’anno scolastico ormai è agli sgoccioli e per qualcuno questo significa una sola parola, o meglio due: esami e tesina.

Fortunatamente (per gli studenti), scovare una traccia per una tesina interessante è piuttosto semplice, dal momento che su internet si può trovare di tutto. Ci sono siti, infatti, che trattano da anni materie scolastiche (ad es. scuola.net o scuolazoo) e diversi post riguardano proprio le tesine, in particolare quelle di maturità. Se i temi proposti non vi hanno convinti del tutto, in questo post, scritto in collaborazione con una professoressa di lettere e mia cara amica, potreste trovare qualche altro spunto per decidere l’argomento da portare all’esame. Partendo da quattro figure di donne forti che hanno contrbuito alla causa scientifica si può sviluppare il proprio percorso.

Ipazia, la Maestra

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Hypatia- C.W.Mitchell. Credit

Questa donna, “riscoperta” di recente con il film omonimo del 2009 ed interpretata da Rachel Weisz, è vissuta sul finire del 300 d.C., alle porte del grande impero bizantino. Ipazia era scienziata e filosofa ed aveva una sua scuola. La sua mente brillante aveva addirittura affascinato uno dei suoi studenti che si innamorò di lei, una situazione che secoli dopo Sigmund Freud farà riferimento come “transfert” (filosofia). La Maestra con i suoi studi matematici e astronomici era riuscita a migliorare uno strumento chiamato astrolabio piatto (fisica). L’astrolabio, all’epoca, veniva utilizzato per determinare la posizione del sole, pianeti e stelle, ed era molto utile nella navigazione (scienze della terra). La figura di Ipazia è presente in “Baudolino” di Umberto Eco (italiano) ed è la protagonista del romanzo omonimo dello scrittore ottocentesco Charles Kingsley. Non solo, diviene anche soggetto artistico come nel quadro  del pre-raffaellita Charles William Mitchell (arte).

Samantha Cristoforetti, un’ Italiana tra Stelle

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Samantha Cristoforetti. Foto ESA. Credit

Per gli esseri umani lo spazio e le stelle hanno sempre esercitato uno strano fascino e per questo sono fonti di ispirazione o simboli con significati anche molto differenti tra di loro. Qualche esempio: il dipinto “Cielo stellato” di Vincent Van Gogh (arte), la poesia “Bright star” di John Keats (inglese) e la lirica “Alla Luna” di Giacomo Leopardi (italiano). Non possiamo non citare dalla “Critica della ragion pratica” di Immanuel Kant “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me” (filosofia). Astrosamantha, classe 1977, l’italiana che a cavallo tra il 2014 e il 2015 ha vissuto nella Stazione Spaziale Internazionale, ha volteggiato nello spazio in assenza di gravità (fisica). I divertenti video sulla sua vita nella stazione spaziale e condivisi sui social hanno fatto il giro del mondo. Tuttavia, nella storia, la comprensione e la conquista dello spazio da parte dell’uomo è stata difficile per diversi motivi. Da una parte per differenti concezioni filosofico-scientifiche ¬ sistema tolemaico contro quello copernicano¬ che sono state motivo di rivoluzioni culturali, dall’altra lo spazio ha scatenato una vera e propria gara di potenza tra le nazioni, come quella che si verificò tra Russia e America (storia). Ed stato guardando alle stelle, allo spazio e alla luna, che sono state sviluppate le tecnologie e si sono fatti gli esperimenti intorno all’orbita terrestre (scienze della terra).

Ada Lovelace  ,l’Incantatrice dei Numeri

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Ada Lovelace di A.E.Chalon. Credit

Ada (1815-1852), figlia di Lord Byron (inglese) nasce in Inghilterra in un periodo di grandi cambiamenti, infatti, vive i primi anni del Regno Unito, siglato con l’Act of Union, e della regina Vittoria (storia). Si appassiona fin da bambina alle scienze matematiche e approfondisce gli studi sulla macchina analitica di Babbage, una sorta di protocomputer. Ha contribuito a sviluppare la macchina analitica attraverso il primo algoritmo per calcolare i numeri di Bernoulli (fisica/matematica) e per questo Ada è considerata la prima programmatrice della storia. La spinta del progresso scientifico è ormai alle porte ed è erede dell’Illuminismo settecentesco, ma con alcune differenze. La nuova corrente si chiamerà Positivismo (filosofia).

Eva Mameli Calvino, tra Scienza e Lettere

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Eva Mameli Calvino. Credit to the author

I cognomi di questa scienziata rimbombano nella nostra testa; sì, Eva (1886-1978) era imparentata con il famoso Mameli dell’inno nazionale ed è stata la madre dello scrittore Italo. Si laureò in Scienze Naturali (intro alle scienze della terra) ad inizio ‘900 e fu docente universitaria di botanica. Gli studi di indirizzo biologico di Eva permettono di accennare alla teoria dell’evoluzionedi Darwin che ha influenzato addirittura la visione della società di Dickens (inglese). Col marito Mario Calvino, agronomo, si trasferì a Cuba dove nascerà Italo. Lo scrittore, caposaldo della letteratura italiana, scriverà moltissime opere. Per questo percorso citiamo “Le cosmicomiche” (italiano), una serie di racconti che prendono iniziale spunto da nozioni scientifiche per poi dipanarsi nel fantastico, e “I sentieri dei nidi di ragno”, romanzo ispirato alla esperienza di Italo nella Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale (storia).

In bocca al lupo maturandi!

Vulp

Fonti

Scuolazoo – tesine di maturità

Scuola.net – tesine di maturità

European Space Agency-Samantha Cristoforetti

Donne nella Scienza-Ipazia

Enciclopedia delle donne-Eva Mameli Calvino

Finding Ada-Ada Lovelace