UNA BAMBINA MOLTO TESTARDA parte2

La prima parte del post su “Maria Montessori- Una vita per i bambini” la potete leggere qui.

Questa miniserie televisiva è, come indicato nei titoli di coda, liberamente ispirata alla biografia della Dottoressa Montessori e ruota per lo più intorno alla sua vita privata, una zona d’ombra celata per anni agli occhi del mondo grazie alla brillante carriera e alle idee rivoluzionarie. Nonostante tutto, vediamo bene come dalle esperienze della Dottoressa si sviluppa il suo metodo, una fusione che ci ricorda che nella vita non ci sono scomparti chiusi, ma vasi comunicanti tra loro. Maria Montessori è stata prima di tutto un medico, poi una donna e la sua profonda dedizione al lavoro l’ha portata al di là dei confini delle quattro mura domestiche. E’ stata una donna testarda, derisa perchè invidiata, ammirata e allontanata nello stesso tempo. La scena più straziante della miniserie è, credo, quando Maria, già lacerata dall’aver dovuto celare la gravidanza e il figlio, le viene intimato di tenerne segreta l’identità per poter continuare a lavorare senza scandali. Lì si è vista una grande Paola Cortellesi, dimostrando di essere molto più una attrice comica.

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Maria Montessori. credit.

Gradevole l’interpretazione di Montesano da parte di Massimo Poggio, che impersona un uomo pavido, attaccato alla propria posizione e desideroso di una moglie con cui non deve competere. Il Montesano televisivo non si sentiva, forse, abbastanza coraggioso per un amore come quello richiesto per portare avanti la relazione con la Montessori. Anche gli altri personaggi maschili, inizialmente, vengono ritratti bigotti ed infantili, come il padre di Maria, interpretato da Adalberto Merli, che non condivide e non vuole capire le aspirazioni della figlia. Solo anni dopo ammetterà con un certo imbarazzo di esserne orgoglioso. Perfino lo stesso figlio, Mario, che da adulto è impersonato da Alessandro Lucente, non approva spesso le posizioni di sua madre. Prima perchè abbandonato ed ingannato, poi per reazione ad una madre forse troppo protettiva e abituata a stare da tempo in solitudine. Solo col tempo questi uomini si accorgeranno della grandezza e delle fragilità di Maria, amandola forse troppo tardi.

La sfera femminile è invece volitiva, piena di speranze e concreta, pur non sempre dalla parte della Montessori. La madre di Maria, interpretata da Imma Piro, pur rimanendo sullo sfondo, è di importanza chiave dal momento che è la prima a sostenere la figlia nel percorso universitario, ad aiutarla nell’affrontare il dolore di una gravidanza non conforme alle norme sociali dell’epoca, nel sostenere Maria da dietro le quinte. Una figura che pare un faro nella tempesta. Anche la madre di Montesano, pur ostacolando apertamente la relazione tra suo figlio e la dottoressa, è resa come una donna dal carattere forte, con un chiaro istinto protettivo nei confronti della sua famiglia. Infine, un cameo davvero delicato è stato recitato da Alba Rohrwacher nei panni di una giovane maestra che segue il metodo Montessori: la nuova generazione di insegnanti.

Di questa miniserie si può forse criticare una certa strizzata d’occhio alla “guerra” maschi contro femmine, che ritengo rischi di banalizzare il ruolo della donna nell’ambiente scientifico e marcatamente maschilista dell’epoca. Di certo le donne che hanno per prime perseguito una strada non convenzionale si sono ritrovate a lottare più duramente di noialtre che viviamo più di un secolo dopo. La storia riesce a toccare altri due temi delicati: il primo è l’emblematica difficoltà per una donna, già a fine ‘800, riuscire a conciliare il proprio lavoro con il desiderio di famiglia e figli. Per quanto Maria abbia fatto scelte di vita controcorrenti per l’epoca in cui è vissuta ha sperimentato un duro compromesso per poter continuare il suo lavoro. Ai giorni nostri, fortunatamente, non dobbiamo subire lo stesso drastico trattamento della Montessori.  La seconda tematica è la resistenza da parte di una parte comunità scientifica, chiamiamola “tradizionalista”, al nuovo. Qui vediamo che sia Montessori che Montesano hanno trovato molte difficoltà a farsi accettare dai colleghi e dai superiori per la ricerca di un approccio con il malato psichiatrico differente da quello in voga all’epoca.

Questa è stata una produzione italiana con attori di qualità, di cui andare orgogliosi. Non ho visto fortunatamete una recitazione affettata da “soap opera”, ma rimane una biografia romanzata e adattata per essere vista dal pubblico del piccolo schermo. Nonostante alcune perplessià, consiglio la visione di “Maria Montessori-una vita per i bambini” perchè non può non appassionarvi la storia di questa scienziata italiana che per tanto tempo ha campeggiato sulle banconote delle vecchie lire!

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UNA BAMBINA MOLTO TESTARDA parte 1

“C’era una volta una bambina molto intelligente che si chiamava Maria Montessori…” Ecco potrebbe iniziare anche così la storia di questa donna incredibile la cui biografia è stata in parte ripresa e messa sul piccolo schermo nel 2007 sulle reti Mediaset con il nome di “Maria Montessori- una vita per i bambini”. Questa miniserie televisiva in due puntate ha come protagonista Paola Cortellesi nei panni di Maria Montessori e Massimo Poggio in quelli del Professor Montesano.

Le puntate prendono il via nell primo giorno di università della futura Dottoressa fino al suo lavoro con le “Case dei bambini” nel periodo fascista. Non vediamo solo il lavoro di questa grande pedagogista, ma, soprattutto, la sua vita privata.

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Torniamo un momento indietro, chi era Maria? La Dottoressa Maria Montessori, nata nel 1870, è stata uno dei primi medici donna con specializzazione in neuropsichiatria. La dottoressa aveva anche ottime conoscenze in ambito batteriologico, sulle malattie delle donne e di pediatria; tutte materie che le sono state utili nello sviluppo del suo metodo pedagogico ed educativo.

Maria, all’Università nella facoltà di medicina, è l’unica donna in un mondo maschile. La studentessa viene fatta entrare per ultima in aula, forse davvero per proteggerla da sguardi indiscreti e approcci inappropiati, ma, in quanto donna, è impossibile non notarla. Maria si impegna molto e riesce a farsi accettare nel gruppo di studio del Professor Montesano, docente di psichiatria e poi padre del suo unico figlio Mario. Temendo uno scandalo la famiglia Montesano obbliga Maria a partorire lontano dalla città e a dare il bambino ad una famiglia fidata. Non solo, viene minacciata di perdere qualunque tipo di informazione o eventuale contatto col bambino se rivelerà la vera identità dei genitori. La Dottoressa, straziata, si piega, ma non si arrende. Per tutta la sua vita continuerà a lottare per riavere suo figlio. La Montessori lascia l’ambiente medico e universitario, concentrandosi sull’insegnamento e sviluppando un nuovo metodo. Il suo successo è tale che il metodo Montessori si espande dall’Italia fino in India.

Maria, nel frattempo, con fatica riesce a farsi riconoscere da suo figlio, ma la lontananza rende difficile il loro rapporto. Pare quasi un contrappasso, lei che era riuscita a capire e a insegnare a così tanti bambini riavvicinarsi al suo stesso figlio risulta essere così complicato.

Con l’avvento del fascismo la Dottoressa Montessori vede le  ” case dei bambini” e il suo metodo adottati e sfruttati come punta di diamante dal duce, per sottolineare la grandezza dell’Italia. Il regime però ha intenzione di mantenere il lavoro di Maria solo come facciata per inculcare già nei piccoli idee in linea con il fascismo. Maria si ribella e con suo figlio Mario tenta la fuga. Quando tutto sembra perduto, vengono aiutati proprio da uno dei tanti bambini che Maria aveva educato.

Nel prossimo articolo la parte 2 con il commento alla serie.

Buona visione!

Vulp

Fonti

Metodo Montessori