L’ANTARTIDE A DUE PASSI

Con l’annucio del nuovo aereoporto cinese in Antartide ho avuto l’occasione di effetturae qualche piccola ricerca e così mi sono felicemente imbattuta nel sito del Museo Nazionale dell’Antartide. Ma voi ne conoscevate l’esistenza? Per me è stata davvero una sorpresa.

Fondato all’inizio degli anni novanta, il Museo nazionale dell’Antartide ha ufficalmente sede a Genova, ma è strutturato come centro interuniversitario tra gli atenei di Genova, Siena e Trieste.

ANTARTIDE

Logo del Museo Nazionale dell’Antartide- credit

Le tre sedi hanno funzioni precise : “La sede di Genova ha il compito di curare la conservazione del materiale biologico marino e terrestre e dei campioni d’acqua; La sede di Siena ha il compito di curare la conservazione del materiale mineralogico, litologico (terrestre ed extraterrestre) e glaciologico; La sede di Trieste ha il compito di curare la conservazione della documentazione generale e specifica sulla storia dell’esplorazione in Antartide e del materiale sedimentologico marino”.

Come indicato dal sito al momento la sede espositivadi Genova non è aperta al pubblico, ma è possibile contattare il museo per le attività didattiche.

Invece, le sedi di Siena e Trieste presentano esposizioni proprie che toccano la storia delle esplorazioni e la ricerca scientifica antartica e si adattano, con vari pacchetti di visite guidate e laboratori a gruppi di alunni di diverse età dalle scuole materne all’università. E’ anche possibile effetturae a Siena il programma alternanza scuola lavoro; una alternativa interessante per i ragazzi delle scuole superiori.

Il sito è davvero una fonte ricca di informazioni e spunti per ricerca e didattica: spiegazioni e mappe che possono essere tranquillamente scaricate per approfondimenti scolastici. Ci sono davvero molti spunti interessanti per approfondire le scienze della terra ad ogni livello di istruzione ad esempio è possibile utilizzare il database per cercare nelle collezioni museali rocce, metoriti e addirittura reperti biologici.

Allora, pronti a partire per l’Antartide?

Vulp

Fonte

Museo Nazionale Antartide

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LA NOTTE EUROPEA DEI RICERCETORI 2018 (2 parte)

Qui la prima parte del post!

Università di Milano

Ben organizzati per tematiche con colori differenti sono le attività per le scuole proproste dal “Meet me tonight” di Milano:cultura e società, patrimonio culturale, salute, scienza e tecnologia. Per l’area tematica “cultura e società” mi ha colpito il percorso esperienziale chiamato “Luna-math park” pensato per chi vuole capire in modo divertente con enigmi e giochi il ragionamento logico-matematico. Invece, sotto il tema “salute” viene organizzata una bella spiegazione su “Come nasce una medicina: storie di molecole diventati farmaci che hanno migliorato la nostra vita”. Decisamente di attualità vista, spesso sui social, una grande confusione riguardo questo argomento.

Università di Pavia

Il 28 settembre la webradio dell’ateneo lombardo organizza nei cortili storici dell’Università “L’aperitivo ricercato”, un talk show in cui i ricercatori pavesi in 15 minuti verranno intervistati per approfondire in un contesto meno formale le attività che si svolgono nei laboratori. Dalle 21.00 fino alle 23.00 sarà aperto in via straordinaria il Museo per la Storia dell’Università che raccoglie oggetti e testimonianze di secoli di ricerca scientifica. Ottima occasione per poterlo visitare.

Università di Parma

Oltre ad offrire più di 40 caffè scientifici tra il 10 settembre ed il 5 ottobre, l’Università di Parma organizza in zona “Parco della Salute” un incontro sulle fake news della nutrizione. Siamo così spesso bombardati da notizie sulla alimentazione corretta, argomento davvero complesso, che risulta dificile capire dove stia la verità. Hrazie alla presenza di un team di nutrizionisti si cercherà di fare chiarezza. Nel plesso di Fisica, invece, potrete trovare l’installazione del planetario itinerante “Starlab” al quale si potrà accedere per quattro proiezioni quidate. Infine, sempre nello stesso padiglione, gli appasionati di astronomia potranno portare da casa il loro telescopio e partecipare allo “sky-party”, oltre che partecipare all’ascolto dei talk scientifici in programma.

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Logo “la notte dei ricercatori” di Parma- credit

E voi, a quale evento parteciperete?

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Fonti

Università di Milano-Meet me Tonight

Università di Pavia

Università di Parma

LA NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI 2018 (1 PARTE)

Siete stanchi del solito venerdì sera? Bene, segnatevi la data di venerdì 28 settembre perchè torna LA NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI!

Un grande evento che coinvolge i ricercatori, impegnati in talk show, laboratori e iniziative con lo scopo di aprire le porte del loro lavoro ai cittadini e agli studenti interessati. Con l’occasione anche molti musei modificano i propri orari per permettere una maggiore partecipazione, soprattutto nelle città universitarie. L’iniziativa è sponsorizzata a livello europeo vede coinvolta anche l’Italia con molte iniziative interessanti. Qui potete consultare il sito ufficiale che, a mio avviso, non è strutturato in modo sufficientemente intuitivo per il comune cittadino. Le Università sono raggruppate in base al tema conduttore che scelto, ma, per alcune, è più semplice cercarne il nome per verificare se aderiscono o meno all’iniziativa. Aggiungo che alcune Università ribattezzano l’evento sotto nomi diversi, come ad esempio “meet me tonight” dentro il quale convergono una parte delle Università della Lombardia e della Campania, una scelta che crea solo confusione.

In questo post vi propongo alcuni eventi organizzati da Università nel nord Italia:

Università di Torino

Per toccare con mano la scienza suggerisco di partecipare a “Il tram della scienza”, un laboratorio mobile allestito su un mezzo storico che parte da Piazza Castello. Avete mai sentito parlare degli orologi atomici? Potete approfondire l’argomento e il tema della relatività generale alla conferenza “Le meraviglie di Einstein:onde gravitazionali, spazio e orologi atomici”. Spulciando il sito si trovano tante altre attività interessanti come l’apertura straordinaria del laboratorio di “Xkè?”, che cerca di soddisfare la curiosità di tutta la famiglia.

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Logo “Notte Europea dei Ricercatori di Torino”- Credit

Università del Piemonte Orientale (Alessandria)

Molte iniziative sono rivolte ai bambini e agli studenti, in particolare segnalo “La caccia al tesoro… nutriente” al Dipartimento di Scienza e Innovazione Tecnologica. Si tratta di un gioco per i bambini organizzata dai biochimici per approfondire“i nutrienti presenti nel cibo e il loro valore”. Nello stesso dipartimento un’ltra attività che piacerà sicuramente anche ai grandi è lo spettacolo “La magia della scienza”, dove con semplici dimostrazioni i più piccoli vengono introdotti nel magico mondo della chimica.

La prima parte di questo post è finita, ma voi potete già curiosare tra le iniziative che sono state messe on line.

Ci “vediamo” tra una settimana con la seconda parte!

Vulp

Fonti

La notte europea dei ricercatori 2018

Notte Europea dei Ricercatori- Italia

Università di Torino

Università del Piemonte Orientale (Alessandria)

 

L’INSEGNANTE CHE NON TI ASPETTI

Titolo: Front of the class-how Tourette Syndrome made me the teacher I never had

Autore: Brad Cohen e Lisa Wysocky

Editore: St. Martin’s Griffin

Lingua: Inglese

Codice ISBN:978-0-312-57139-9

Quanti genitori sarebbero disposti ad accettare come insegnante per i loro figli qualcuno con una sindrome neurologica? Questa domanda è affiorata più volte nel corso della ricerca di un impego da maestro elementare di Brad Cohen, un giovane americano con un sogno che sembrava davvero irrealizzabile a causa della sua una malattia, la Sindrome di Tourette. Brad nasce con questa malattia che inizia a manifestarsi solo quando ha circa sette anni. Tutti intorno a lui pensano che i versi a voce alta e i tic siano fatti di proposito solo per attirare l’attenzione a causa del divorzio dei genitori. Purtroppo non è così, Brad non riesce a controllare i propri tic che sono “contrazioni involontarie intermittenti che possono coinvolgere qualsiasi muscolo del corpo”, nel suo caso collo e gola sono quelli più colpiti. Nonostante arrivi la diagnosi della malattia la situazione in famiglia e a scuola è sempre più tesa:invece di essere sostenuto, viene costantemente punito, sgridato e bullizzato. In uno dei momenti più duri della sua vita scolastica Brad parla con il preside, una persona che cambierà la percezione che aveva il ragazzo nei confronti degli insegnanti e che gli farà decidere di intraprendere proprio quella carriera. Brad capisce quanto tutti intorno a lui abbiano bisogno di una spiegazione dal suo punto di vista riguardo la Sindrome di Tourette e questa consapevolezza sarà l’inizio anche di un percorso di divulgazione finalizzato a sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica. Gli anni passano veloci e la forte determinazione di Brad si concretizza nella laurea nei primi anni ’90 con il massimo dei voti. Nonostante gli ottimi risultati, tante, tantissime porte si chiudono sbattute in faccia con scuse sempre meno credibili abbattendo il sogno di diventare insegnante, finchè una scuola, la “Mountain View”, vede lui e non la sua sindrome. Per Brad è ancora un nuovo inizio, ma non si fa ingannare: essere accettati è un lungo percorso. Tuttavia, la sua determinazione e il suo impegno lo ripagano: viene addirittura insignito del premio “Miglior insegnante dell’Anno”.

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Brad Cohen (credit)

 Al momento ho trovato “Front of the class” solo in lingua inglese, che non è difficile per un livello b1/b2 del quadro europeo delle lingue. É una autobiografia ben scritta, che suscita emozione senza essere stucchevole.E’ stato tratto anche un film il cui titolo in italiano è “La mia fedele compagna”, abbastanza fedele al libro. E’ facile simpatizzare con Brad perchè sentiamo quanto, dietro le parole scritte da adulto, possa aver sofferto da ragazzino. Inoltre, le vittorie e gli insuccessi che lo vedono protagonista ci danno la giusta grinta per provare ad affrontare le nostre di difficoltà, che sono ben più semplici senza la Tourette di mezzo. Insomma, è il libro ideale per avere carica possiamo avere il nostro lieto fine.

N.B. Anche in Italia ci sono tourettici! Per saperne di più potete consultare il sito dell’associazione qui.

Vulp

Fonti

Associazione Italiana Sindrome di Tourette

LIBRI PICCOLI PER (FUTURE) GRANDI MENTI

La fine delle vacanze estive si sta avvicinando e all’orizzonte compare per tanti ragazzi un nuovo anno scolastico. Chissà quanti genitori stanno discutendo con i propri figli il ricominciare la scuola! Perchè deve essere sempre così difficile riavvicinare i ragazzi al nuovo anno di studi? Questo post, che viene in aiuto proprio ai genitori e agli insegnanti, mette in evidenza tre case editrici italiane che si occupano di divulgazione scientifica per bambini e ragazzi. Prendete appunti!

libro ed

Editoriale Scienza

Nata a Trieste nel ’93, poi nel 2009 accorpata al gruppo Giunti Editore, ha veramente un’ampia scelta di titoli raggruppati in collane mirate. Ad esempio ci sono “I Labgatti” dedicati ai bimbi dai 4 anni che vengono accompagnati da una simpatica banda di gattini nella scoperta delle basi della fisica. “Lampi di genio”, invece, è la fortunata collana che ha spopolato anche all’estero e si rivolge ai bimbi delle elementari dagli 8 anni in su e racconta, come un diario, le vite dei grandi scienziati. A conclusione di ogni volumetto sono indicate le spiegazioni per i termini scientifici più difficili.

Per i preadolescenti (dagli 11 anni) sono da tenere presente due belle collane: la prima si chiama “Donne nella scienza” e ha vinto il Premio Andersen 2018 come miglior collana di divulgazione. Le ragazze (ma anche i ragazzi!) possono approfondire e scoprire le strade percorse da quelle donne che hanno contribuito al sapere scientifico. La seconda collana si intitola “Quattro passi nella scienza” e racconta la storia delle conquiste scientifiche spaziando dall’astronomia alla medicina. Saranno sicuramente apprezzati dai “piccoli” della famiglia gli esperimenti riproducibili a casa riportati nei volumi.

DiRenzo Editore

La Di Renzo Editore, fondata nel 1985 con sede a Roma, presenta al momento una scarsa scelta di titoli per ragazzi, nonostante abbia una lunga storia di pubblicazioni di autori di fama mondiale come Margherita Hack, Jane Goddal e Max Perutz, solo per fare alcuni esempi. La casa si è aperta di recente alla divulgazione scientifica per ragazzi e “Boom è nato l’universo” è il primo libro della collana. Il pollo Ipazio, protagonista della storia, ci porta alla scoperta dei segreti dell’universo. Con una esperienza così solida nella pubblicazione per adulti ci auguriamo davvero che si arricchisca presto di altri titoli mirati ai più giovani.

Le Edizioni Dedalo

Questa casa editrice è stata fondata nel 1965 e ha sede a Bari. La linea editoriale si è sempre concentrata nella pubblicazione di titoli riguardanti le scienze umane e le scienze dure, infatti troviamo una buona gamma di saggistica. Negli anni sono stati presetati al pubblico ottimi libri di divulgazione scientifica, come “L’elettrone dimezzato” di Gianfranco D’anna di cui trovate la recensione qui.

La sezione bambini e ragazzi la si trova nella ricca collana “Piccola biblioteca di scienza”. I libri sono per lo più rivolti ai bimbi che abbiano almeno 8 anni e sono presentati come piccoli romanzi che, con una trama intrigante, trattano i temi più disparati: biologia, informatica, matematica, medicina, statistica, ecologia, astronomia, fisica, chimica… Davvero se ne possono trovare per ogni esigenza.

Buona lettura!

Vulp

Fonti:

Editoriale Scienza

Di Renzo Editore- sezione libri per ragazzi

Edizioni Dedalo-piccola biblioteca della scienza

UNA BAMBINA MOLTO TESTARDA parte2

La prima parte del post su “Maria Montessori- Una vita per i bambini” la potete leggere qui.

Questa miniserie televisiva è, come indicato nei titoli di coda, liberamente ispirata alla biografia della Dottoressa Montessori e ruota per lo più intorno alla sua vita privata, una zona d’ombra celata per anni agli occhi del mondo grazie alla brillante carriera e alle idee rivoluzionarie. Nonostante tutto, vediamo bene come dalle esperienze della Dottoressa si sviluppa il suo metodo, una fusione che ci ricorda che nella vita non ci sono scomparti chiusi, ma vasi comunicanti tra loro. Maria Montessori è stata prima di tutto un medico, poi una donna e la sua profonda dedizione al lavoro l’ha portata al di là dei confini delle quattro mura domestiche. E’ stata una donna testarda, derisa perchè invidiata, ammirata e allontanata nello stesso tempo. La scena più straziante della miniserie è, credo, quando Maria, già lacerata dall’aver dovuto celare la gravidanza e il figlio, le viene intimato di tenerne segreta l’identità per poter continuare a lavorare senza scandali. Lì si è vista una grande Paola Cortellesi, dimostrando di essere molto più una attrice comica.

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Maria Montessori. credit.

Gradevole l’interpretazione di Montesano da parte di Massimo Poggio, che impersona un uomo pavido, attaccato alla propria posizione e desideroso di una moglie con cui non deve competere. Il Montesano televisivo non si sentiva, forse, abbastanza coraggioso per un amore come quello richiesto per portare avanti la relazione con la Montessori. Anche gli altri personaggi maschili, inizialmente, vengono ritratti bigotti ed infantili, come il padre di Maria, interpretato da Adalberto Merli, che non condivide e non vuole capire le aspirazioni della figlia. Solo anni dopo ammetterà con un certo imbarazzo di esserne orgoglioso. Perfino lo stesso figlio, Mario, che da adulto è impersonato da Alessandro Lucente, non approva spesso le posizioni di sua madre. Prima perchè abbandonato ed ingannato, poi per reazione ad una madre forse troppo protettiva e abituata a stare da tempo in solitudine. Solo col tempo questi uomini si accorgeranno della grandezza e delle fragilità di Maria, amandola forse troppo tardi.

La sfera femminile è invece volitiva, piena di speranze e concreta, pur non sempre dalla parte della Montessori. La madre di Maria, interpretata da Imma Piro, pur rimanendo sullo sfondo, è di importanza chiave dal momento che è la prima a sostenere la figlia nel percorso universitario, ad aiutarla nell’affrontare il dolore di una gravidanza non conforme alle norme sociali dell’epoca, nel sostenere Maria da dietro le quinte. Una figura che pare un faro nella tempesta. Anche la madre di Montesano, pur ostacolando apertamente la relazione tra suo figlio e la dottoressa, è resa come una donna dal carattere forte, con un chiaro istinto protettivo nei confronti della sua famiglia. Infine, un cameo davvero delicato è stato recitato da Alba Rohrwacher nei panni di una giovane maestra che segue il metodo Montessori: la nuova generazione di insegnanti.

Di questa miniserie si può forse criticare una certa strizzata d’occhio alla “guerra” maschi contro femmine, che ritengo rischi di banalizzare il ruolo della donna nell’ambiente scientifico e marcatamente maschilista dell’epoca. Di certo le donne che hanno per prime perseguito una strada non convenzionale si sono ritrovate a lottare più duramente di noialtre che viviamo più di un secolo dopo. La storia riesce a toccare altri due temi delicati: il primo è l’emblematica difficoltà per una donna, già a fine ‘800, riuscire a conciliare il proprio lavoro con il desiderio di famiglia e figli. Per quanto Maria abbia fatto scelte di vita controcorrenti per l’epoca in cui è vissuta ha sperimentato un duro compromesso per poter continuare il suo lavoro. Ai giorni nostri, fortunatamente, non dobbiamo subire lo stesso drastico trattamento della Montessori.  La seconda tematica è la resistenza da parte di una parte comunità scientifica, chiamiamola “tradizionalista”, al nuovo. Qui vediamo che sia Montessori che Montesano hanno trovato molte difficoltà a farsi accettare dai colleghi e dai superiori per la ricerca di un approccio con il malato psichiatrico differente da quello in voga all’epoca.

Questa è stata una produzione italiana con attori di qualità, di cui andare orgogliosi. Non ho visto fortunatamete una recitazione affettata da “soap opera”, ma rimane una biografia romanzata e adattata per essere vista dal pubblico del piccolo schermo. Nonostante alcune perplessià, consiglio la visione di “Maria Montessori-una vita per i bambini” perchè non può non appassionarvi la storia di questa scienziata italiana che per tanto tempo ha campeggiato sulle banconote delle vecchie lire!

UNA BAMBINA MOLTO TESTARDA parte 1

“C’era una volta una bambina molto intelligente che si chiamava Maria Montessori…” Ecco potrebbe iniziare anche così la storia di questa donna incredibile la cui biografia è stata in parte ripresa e messa sul piccolo schermo nel 2007 sulle reti Mediaset con il nome di “Maria Montessori- una vita per i bambini”. Questa miniserie televisiva in due puntate ha come protagonista Paola Cortellesi nei panni di Maria Montessori e Massimo Poggio in quelli del Professor Montesano.

Le puntate prendono il via nell primo giorno di università della futura Dottoressa fino al suo lavoro con le “Case dei bambini” nel periodo fascista. Non vediamo solo il lavoro di questa grande pedagogista, ma, soprattutto, la sua vita privata.

montessori

Torniamo un momento indietro, chi era Maria? La Dottoressa Maria Montessori, nata nel 1870, è stata uno dei primi medici donna con specializzazione in neuropsichiatria. La dottoressa aveva anche ottime conoscenze in ambito batteriologico, sulle malattie delle donne e di pediatria; tutte materie che le sono state utili nello sviluppo del suo metodo pedagogico ed educativo.

Maria, all’Università nella facoltà di medicina, è l’unica donna in un mondo maschile. La studentessa viene fatta entrare per ultima in aula, forse davvero per proteggerla da sguardi indiscreti e approcci inappropiati, ma, in quanto donna, è impossibile non notarla. Maria si impegna molto e riesce a farsi accettare nel gruppo di studio del Professor Montesano, docente di psichiatria e poi padre del suo unico figlio Mario. Temendo uno scandalo la famiglia Montesano obbliga Maria a partorire lontano dalla città e a dare il bambino ad una famiglia fidata. Non solo, viene minacciata di perdere qualunque tipo di informazione o eventuale contatto col bambino se rivelerà la vera identità dei genitori. La Dottoressa, straziata, si piega, ma non si arrende. Per tutta la sua vita continuerà a lottare per riavere suo figlio. La Montessori lascia l’ambiente medico e universitario, concentrandosi sull’insegnamento e sviluppando un nuovo metodo. Il suo successo è tale che il metodo Montessori si espande dall’Italia fino in India.

Maria, nel frattempo, con fatica riesce a farsi riconoscere da suo figlio, ma la lontananza rende difficile il loro rapporto. Pare quasi un contrappasso, lei che era riuscita a capire e a insegnare a così tanti bambini riavvicinarsi al suo stesso figlio risulta essere così complicato.

Con l’avvento del fascismo la Dottoressa Montessori vede le  ” case dei bambini” e il suo metodo adottati e sfruttati come punta di diamante dal duce, per sottolineare la grandezza dell’Italia. Il regime però ha intenzione di mantenere il lavoro di Maria solo come facciata per inculcare già nei piccoli idee in linea con il fascismo. Maria si ribella e con suo figlio Mario tenta la fuga. Quando tutto sembra perduto, vengono aiutati proprio da uno dei tanti bambini che Maria aveva educato.

Nel prossimo articolo la parte 2 con il commento alla serie.

Buona visione!

Vulp

Fonti

Metodo Montessori

QUANDO IL PROF FA I COMPITI

A fine anno scolastico nessun insegnante, e tantomeno gli studenti, vorrebbe pensare già a quello nuovo. Come dare loro torto? É pur vero d’altra parte, che durante i periodi di relax si è più ricettivi alle novità e anche progetti rimandati nel tempo possono ritrovare energia a sufficienza per essere portati a termine col ritorno a scuola. Magari, dando una occhiata anche fuori dall’Italia in un contesto di collaborazione europea tra e per gli insegnanti di materie scientifiche. In ambito europeo avevamo già parlato di “Eusea” e dei suoi progetti “nucleus” e “perform”, qui il link all’articolo.

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credit

Invece, questo grande progetto si chiama “Science on Stage” e nasce più di 10 anni fa. Si propone di mettere in contatto non solo gli insegnanti tra loro, ma anche di sostenere e migliorare la divulgazione scientifica a livello scolastico e scambiarsi proposte innovative per la didattica. Non è per nulla un piccolo progetto dal momento che coinvolge più di 10.000 insegnanti e più di 30 paesi. “Science on Stage” ha all’attivo numerosi progetti, workshop e festival che si tiene ogni due anni, il prossimo sarà a Cascais, in Portogallo, dal 31 ottobre al novembre 2019.

A questa grande fiera parteciperanno tantissimi insegnanti che avranno la possibilità di mostrare i loro progetti. Per poter partecipare ogni stato organizza una pre-selezione dei progetti, che devono necessariamente rientrare nelle tematiche proposte. Per l’Italia la scadenza è il 31 gennaio 2019; c ‘è tutto il tempo per organizzarsi tra insegnanti della stessa nazione o addirittura valutare una collaborazione con docenti europei. Dal momento che i progetti avranno tutti uno stand in fiera la lingua ufficiale sarà l’inglese. Durante il Festival ci sarà la possibilità di partecipare a workshop di 50′ per imparare nuove attività da ripetere in classe, mentre chi ha organizzato presentazioni sul palcoscenico, veri e propri show a tema scientifico per appassionare i ragazzi alle scienze, non dovrà superare i 20’.

Per chi volesse cimentarsi in questa avventura il bando e le attività connesse alla partecipazione sono coordinate dal National Steering Committee(NSC) il quale sarà responsabile di selezionare 11 partecipanti per l’Italia e di valutare i progetti presentati secondo i seguenti criteri di valutazione: “il carattere innovativo della proposta per l’insegnamento, la correttezza e l’approfondimento dei contenuti scientifici, l’originalità e l’efficacia comunicativa, il carattere pluridisciplinare, la spendibilità in più ambiti scolastici”.

Il sito di “Science on stage”, in lingua inglese, offre tutte le informazioni necessarie e anche materiali per gli insegnanti. Per questo, a tutti i Prof. auguro buono studio e in bocca al lupo a chi si butterà in questa nuova avventura!

Vulp

Fonti:

Scienge on Stage Europe

Science on Stage Italia

Animatori Scientifici e Dove Trovarli

Nell’ambito della divulgazione scientifica, una “specie” misteriosa e poco conosciuta è quella dell’animatore scientifico. La prima volta in cui mi sono imbattuta in questa figura è stato qualche anno fa al Science Museum di Londra e un ragazzo dello staff del museo si stava sistemando un copricapo, quasi un elmetto, che lo faceva assomigliare terribilmente ad uno scarafaggio. Ancora più curioso era il fatto che stavano facendo la stessa cosa un nugulo di bambini lì in visita. Scoprii, poco dopo, che il museo organizzava tour “a tema” per i bambini e, quello che avevo visto, riguardava la scoperta delle invenzioni umane attraverso gli occhi degli scarafaggi.

Quindi, di cosa si occupa un animatore scientifico? Prima di tutto è la figura che rende speciale la visita sia per i bambini sia per gli adulti. Il suo ruolo è quello di guidare e spiegare i contenuti delle mostre e dei laboratori grazie alle sue competenze scientifiche. L’animatore scientifico è una interessante opportunità lavorativa soprattutto per i giovani, infatti vengono cercati, solitamente, ragazzi tra i 19 e i 35 anni, meglio se studenti universitari, laureati o dottorandi in ambito scientifico. Si hanno maggiori possibilità di essere selezionati se si presentano precedenti esperienze di animazione o di lavoro a contatto col pubblico. Sono richieste, quindi, ottime capacità di comunicazione e una buona dose di pazienza.

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Albert cerca volontari! (Credit to the author)

L’animatore scientifico viene richiesto per animare i festival (come quello di Genova, qui il bando dell’anno scorso), per guidare i visitatori nei musei (ad es. Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano), inoltre è richiesto in altre strutture che si occupano di attività educative come parchi, riserve naturali, giardini zoologici e acquari (ad es. Ambiente Parco di Brescia). Per uniformarsi meglio allo stile della struttura o dell’evento, solitamente, viene svolta una breve formazione obbligatoria. Nel caso in cui foste interessati ad approfondire le tematiche di comunicazione e divulgazione scientifica, l’associazione ScienzaE, da cinque anni, organizza, a partire da ottobre/novembre, un corso gratuito propedeutico per diventare animatori scientifici.

Allora, cosa state aspettando?

Vulp

Fonti

tour Science Museum

Bando 2017 animatore scientifico Festival della Scienza di Genova

Bando 2018 animatore scientifico Festival della Scienza di Genova

Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano

Ambiente Parco di Brescia

Associazione ScienzaE di Imola

Signora Tesina

L’anno scolastico ormai è agli sgoccioli e per qualcuno questo significa una sola parola, o meglio due: esami e tesina.

Fortunatamente (per gli studenti), scovare una traccia per una tesina interessante è piuttosto semplice, dal momento che su internet si può trovare di tutto. Ci sono siti, infatti, che trattano da anni materie scolastiche (ad es. scuola.net o scuolazoo) e diversi post riguardano proprio le tesine, in particolare quelle di maturità. Se i temi proposti non vi hanno convinti del tutto, in questo post, scritto in collaborazione con una professoressa di lettere e mia cara amica, potreste trovare qualche altro spunto per decidere l’argomento da portare all’esame. Partendo da quattro figure di donne forti che hanno contrbuito alla causa scientifica si può sviluppare il proprio percorso.

Ipazia, la Maestra

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Hypatia- C.W.Mitchell. Credit

Questa donna, “riscoperta” di recente con il film omonimo del 2009 ed interpretata da Rachel Weisz, è vissuta sul finire del 300 d.C., alle porte del grande impero bizantino. Ipazia era scienziata e filosofa ed aveva una sua scuola. La sua mente brillante aveva addirittura affascinato uno dei suoi studenti che si innamorò di lei, una situazione che secoli dopo Sigmund Freud farà riferimento come “transfert” (filosofia). La Maestra con i suoi studi matematici e astronomici era riuscita a migliorare uno strumento chiamato astrolabio piatto (fisica). L’astrolabio, all’epoca, veniva utilizzato per determinare la posizione del sole, pianeti e stelle, ed era molto utile nella navigazione (scienze della terra). La figura di Ipazia è presente in “Baudolino” di Umberto Eco (italiano) ed è la protagonista del romanzo omonimo dello scrittore ottocentesco Charles Kingsley. Non solo, diviene anche soggetto artistico come nel quadro  del pre-raffaellita Charles William Mitchell (arte).

Samantha Cristoforetti, un’ Italiana tra Stelle

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Samantha Cristoforetti. Foto ESA. Credit

Per gli esseri umani lo spazio e le stelle hanno sempre esercitato uno strano fascino e per questo sono fonti di ispirazione o simboli con significati anche molto differenti tra di loro. Qualche esempio: il dipinto “Cielo stellato” di Vincent Van Gogh (arte), la poesia “Bright star” di John Keats (inglese) e la lirica “Alla Luna” di Giacomo Leopardi (italiano). Non possiamo non citare dalla “Critica della ragion pratica” di Immanuel Kant “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me” (filosofia). Astrosamantha, classe 1977, l’italiana che a cavallo tra il 2014 e il 2015 ha vissuto nella Stazione Spaziale Internazionale, ha volteggiato nello spazio in assenza di gravità (fisica). I divertenti video sulla sua vita nella stazione spaziale e condivisi sui social hanno fatto il giro del mondo. Tuttavia, nella storia, la comprensione e la conquista dello spazio da parte dell’uomo è stata difficile per diversi motivi. Da una parte per differenti concezioni filosofico-scientifiche ¬ sistema tolemaico contro quello copernicano¬ che sono state motivo di rivoluzioni culturali, dall’altra lo spazio ha scatenato una vera e propria gara di potenza tra le nazioni, come quella che si verificò tra Russia e America (storia). Ed stato guardando alle stelle, allo spazio e alla luna, che sono state sviluppate le tecnologie e si sono fatti gli esperimenti intorno all’orbita terrestre (scienze della terra).

Ada Lovelace  ,l’Incantatrice dei Numeri

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Ada Lovelace di A.E.Chalon. Credit

Ada (1815-1852), figlia di Lord Byron (inglese) nasce in Inghilterra in un periodo di grandi cambiamenti, infatti, vive i primi anni del Regno Unito, siglato con l’Act of Union, e della regina Vittoria (storia). Si appassiona fin da bambina alle scienze matematiche e approfondisce gli studi sulla macchina analitica di Babbage, una sorta di protocomputer. Ha contribuito a sviluppare la macchina analitica attraverso il primo algoritmo per calcolare i numeri di Bernoulli (fisica/matematica) e per questo Ada è considerata la prima programmatrice della storia. La spinta del progresso scientifico è ormai alle porte ed è erede dell’Illuminismo settecentesco, ma con alcune differenze. La nuova corrente si chiamerà Positivismo (filosofia).

Eva Mameli Calvino, tra Scienza e Lettere

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Eva Mameli Calvino. Credit to the author

I cognomi di questa scienziata rimbombano nella nostra testa; sì, Eva (1886-1978) era imparentata con il famoso Mameli dell’inno nazionale ed è stata la madre dello scrittore Italo. Si laureò in Scienze Naturali (intro alle scienze della terra) ad inizio ‘900 e fu docente universitaria di botanica. Gli studi di indirizzo biologico di Eva permettono di accennare alla teoria dell’evoluzionedi Darwin che ha influenzato addirittura la visione della società di Dickens (inglese). Col marito Mario Calvino, agronomo, si trasferì a Cuba dove nascerà Italo. Lo scrittore, caposaldo della letteratura italiana, scriverà moltissime opere. Per questo percorso citiamo “Le cosmicomiche” (italiano), una serie di racconti che prendono iniziale spunto da nozioni scientifiche per poi dipanarsi nel fantastico, e “I sentieri dei nidi di ragno”, romanzo ispirato alla esperienza di Italo nella Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale (storia).

In bocca al lupo maturandi!

Vulp

Fonti

Scuolazoo – tesine di maturità

Scuola.net – tesine di maturità

European Space Agency-Samantha Cristoforetti

Donne nella Scienza-Ipazia

Enciclopedia delle donne-Eva Mameli Calvino

Finding Ada-Ada Lovelace