and NEXT?

Quasi a cavallo con “La notte europea dei ricercatori” (qui il primo e il secondo post sull’argomento), viene organizzato un altro grande festival scientifico, il “Trieste Next”, ormai alla settima edizione. Dal 28 al 30 settembre si svolgerà il festival dell’innovazione scientifica ed in qanto città “di confine”, Trieste vuole proprosi come osservatorio e laboratorio di ricerca applicata. L’edizione 2018 vede relatori del calibro di Maria Chiara Carrozza, Elena Cattaneo, Giovanni Spataro e Angela Liberatore solo per citarne alcuni, e presenta un programma davvero ricco temi interessanti.  Ne segnalo giusto uno per giorno, tutti gli altri ve li lascio scoprire!

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Trieste next – Credit

Venerdì 28 alle ore 18:00 nel Salone di Rappresentanza a Palazzo della Regione in Piazza Unità d’Italia,verrà organizzata la tavola rotonda in inglese dal titolo “MANIPOLARE IL CLIMA – SCIENZA O FANTASCIENZA?”. Con tre esperti del settore Asfawossen Asrat Kassaye, Helene Muri e Davide Zanchettin, si discuterà di geoingegneria solare ed in particolare della tecnologia SRM (solar-radiation management) che potrebbe ridurre il riscaldamento globale che sta distruggendo il pianeta terra. Ma questa tecnica è davvero attuabile? Se sì come potrebbe impattare sulle nostre vite e su quelle del sud del mondo?

Sabato 29 alle ore 15:00 nel Salone di Rappresentanza del Palazzo della Regione in
Piazza Unità d’Italia ci sarà un dialogo tra Stefano Gustincich, Giuliano Noci e Michele Scozzai dal titoloBIOMARKETING. NON SOLO BIG DATA”. Il biomarketing è una nuova piattaforma “di marketing che permette di fornire interpretazioni autentiche delle reazioni che l’individuo manifesta quando è esposto ad uno stimolo di marketing e offre strumenti di analisi originali e complementari a quelli tradizionali”. In parole semplici: i movimenti oculari, la frequenza del battito cardiaco e del respiro, la tonalità della voce possono essere i nuovi indici di marketing per valutare i nostri acquisti e le nostr preferenze.

Domenica 30 alleore 11:30 al Teatro Miela verrà organizzata la conferenza “LE BUFALE NELLA SCIENZA” con Mauro Giacca, Roberto Burioni, Gabriele Beccaria. Ormai è una vera guerra dichiarata alle bufale quella che combattono ogni giorno i professionisti della scienza e per Trieste Next verranno rettificate 5 bufale scientifiche. Dal momento che i biglietti per assistere l’intervento“dal vivo” sono già esauriti, consiglio di seguirlo in streaming sul sito Trieste Next oppure accaparrarsi il posto migliore davanti al maxishermo installato in Piazza Unità d’Italia.

Buon festival!

Vulp

PS: Non fatevi scappare l’Escape Room in laboratorio allestito da ICGEB (International Centre for Genetic Engeneering and Biotechnology)!!!

Fonte:

Trieste Next 2018

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LA NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI 2018 (1 PARTE)

Siete stanchi del solito venerdì sera? Bene, segnatevi la data di venerdì 28 settembre perchè torna LA NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI!

Un grande evento che coinvolge i ricercatori, impegnati in talk show, laboratori e iniziative con lo scopo di aprire le porte del loro lavoro ai cittadini e agli studenti interessati. Con l’occasione anche molti musei modificano i propri orari per permettere una maggiore partecipazione, soprattutto nelle città universitarie. L’iniziativa è sponsorizzata a livello europeo vede coinvolta anche l’Italia con molte iniziative interessanti. Qui potete consultare il sito ufficiale che, a mio avviso, non è strutturato in modo sufficientemente intuitivo per il comune cittadino. Le Università sono raggruppate in base al tema conduttore che scelto, ma, per alcune, è più semplice cercarne il nome per verificare se aderiscono o meno all’iniziativa. Aggiungo che alcune Università ribattezzano l’evento sotto nomi diversi, come ad esempio “meet me tonight” dentro il quale convergono una parte delle Università della Lombardia e della Campania, una scelta che crea solo confusione.

In questo post vi propongo alcuni eventi organizzati da Università nel nord Italia:

Università di Torino

Per toccare con mano la scienza suggerisco di partecipare a “Il tram della scienza”, un laboratorio mobile allestito su un mezzo storico che parte da Piazza Castello. Avete mai sentito parlare degli orologi atomici? Potete approfondire l’argomento e il tema della relatività generale alla conferenza “Le meraviglie di Einstein:onde gravitazionali, spazio e orologi atomici”. Spulciando il sito si trovano tante altre attività interessanti come l’apertura straordinaria del laboratorio di “Xkè?”, che cerca di soddisfare la curiosità di tutta la famiglia.

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Logo “Notte Europea dei Ricercatori di Torino”- Credit

Università del Piemonte Orientale (Alessandria)

Molte iniziative sono rivolte ai bambini e agli studenti, in particolare segnalo “La caccia al tesoro… nutriente” al Dipartimento di Scienza e Innovazione Tecnologica. Si tratta di un gioco per i bambini organizzata dai biochimici per approfondire“i nutrienti presenti nel cibo e il loro valore”. Nello stesso dipartimento un’ltra attività che piacerà sicuramente anche ai grandi è lo spettacolo “La magia della scienza”, dove con semplici dimostrazioni i più piccoli vengono introdotti nel magico mondo della chimica.

La prima parte di questo post è finita, ma voi potete già curiosare tra le iniziative che sono state messe on line.

Ci “vediamo” tra una settimana con la seconda parte!

Vulp

Fonti

La notte europea dei ricercatori 2018

Notte Europea dei Ricercatori- Italia

Università di Torino

Università del Piemonte Orientale (Alessandria)

 

QUANDO IL PROF FA I COMPITI

A fine anno scolastico nessun insegnante, e tantomeno gli studenti, vorrebbe pensare già a quello nuovo. Come dare loro torto? É pur vero d’altra parte, che durante i periodi di relax si è più ricettivi alle novità e anche progetti rimandati nel tempo possono ritrovare energia a sufficienza per essere portati a termine col ritorno a scuola. Magari, dando una occhiata anche fuori dall’Italia in un contesto di collaborazione europea tra e per gli insegnanti di materie scientifiche. In ambito europeo avevamo già parlato di “Eusea” e dei suoi progetti “nucleus” e “perform”, qui il link all’articolo.

science on stage imm

credit

Invece, questo grande progetto si chiama “Science on Stage” e nasce più di 10 anni fa. Si propone di mettere in contatto non solo gli insegnanti tra loro, ma anche di sostenere e migliorare la divulgazione scientifica a livello scolastico e scambiarsi proposte innovative per la didattica. Non è per nulla un piccolo progetto dal momento che coinvolge più di 10.000 insegnanti e più di 30 paesi. “Science on Stage” ha all’attivo numerosi progetti, workshop e festival che si tiene ogni due anni, il prossimo sarà a Cascais, in Portogallo, dal 31 ottobre al novembre 2019.

A questa grande fiera parteciperanno tantissimi insegnanti che avranno la possibilità di mostrare i loro progetti. Per poter partecipare ogni stato organizza una pre-selezione dei progetti, che devono necessariamente rientrare nelle tematiche proposte. Per l’Italia la scadenza è il 31 gennaio 2019; c ‘è tutto il tempo per organizzarsi tra insegnanti della stessa nazione o addirittura valutare una collaborazione con docenti europei. Dal momento che i progetti avranno tutti uno stand in fiera la lingua ufficiale sarà l’inglese. Durante il Festival ci sarà la possibilità di partecipare a workshop di 50′ per imparare nuove attività da ripetere in classe, mentre chi ha organizzato presentazioni sul palcoscenico, veri e propri show a tema scientifico per appassionare i ragazzi alle scienze, non dovrà superare i 20’.

Per chi volesse cimentarsi in questa avventura il bando e le attività connesse alla partecipazione sono coordinate dal National Steering Committee(NSC) il quale sarà responsabile di selezionare 11 partecipanti per l’Italia e di valutare i progetti presentati secondo i seguenti criteri di valutazione: “il carattere innovativo della proposta per l’insegnamento, la correttezza e l’approfondimento dei contenuti scientifici, l’originalità e l’efficacia comunicativa, il carattere pluridisciplinare, la spendibilità in più ambiti scolastici”.

Il sito di “Science on stage”, in lingua inglese, offre tutte le informazioni necessarie e anche materiali per gli insegnanti. Per questo, a tutti i Prof. auguro buono studio e in bocca al lupo a chi si butterà in questa nuova avventura!

Vulp

Fonti:

Scienge on Stage Europe

Science on Stage Italia

IL TALENT DEI CERVELLONI!

Se la scienza fosse un talent show, si chiamerebbe FameLab! Questo evento esiste dal 2005 grazie ai colleghi scienziati del Regno Unito che organizzarono un contest di divulgazione scientifica durante il Cheltenham Science Festival. L’idea piacque così tanto che oggi viene organizzata con successo in più di 30 paesi in tutto il mondo, grazie alla collaborazione del British Council.

famelab

credits

Ma di cosa stiamo parlando con esattezza? FameLab è un contest di comunicazione in cui ci si sfida a presentare, in soli tre minuti, un argomento scientifico.

FameLab è arrivato in Italia nel 2012 grazie al British Council e a Psiquadro-Perugia Science Fest. Possono partecipare studenti e ricercatori che abbiano tra i 18 e i 40 anni, che non abbiano vinto o partecipato alle finali di FameLab in anni precedenti e che non lavorino come professionisti nel campo della comunicazione.

L’evento è in lingua italiana ed è articolato in due fasi: la fase “locale” durante la quale avviene una prima scrematura e, a seguire, la selezione finale. I primi due classificati hanno l’opportunità di frequentare una masterclass per approfondire le tecniche di comunicazione e migliorare la propria performance sul palco. La seconda fase, la “finale nazionale”, vede competere i finalisti delle edizioni locali.

Il vincitore di FameLab Italia parteciperà al FameLab International al Cheltenham Science Festival sfidando i campioni di altre nazioni in un contesto di crescita e collaborazione multiculturale. Durante le varie fasi si porterà lo stesso argomento, ma verrà chiesto di modificare la forma della presentazione. Anche il lavoro sul proprio pezzo è a step successivi, ed è necessario valutare anche questo aspetto nel momento in cui si sceglie il tema.

A FameLab i partecipanti vengono giudicati da una commissione competente in ambito scientifico (no, niente opinionisti), che valuta in primo luogo l’accuratezza dell’argomento proposto. Viene apprezzata anche la chiarezza con cui sono espressi i concetti, tenendo conto di un pubblico adulto. Ed infine, sarà considerato anche il carisma, cioè l’energia e la passione con cui ci si presenta in questa competizione. Durante la presentazione è permesso utilizzare piccoli oggetti di scena per massimizzare la propria performance, ma non è possibile utilizzare diapositive.

Non è necessario avere un passato da teatrante, ma tanta voglia di mettersi in gioco in un contesto diverso dal laboratorio o dalle aule dell’università. Catturare e tenere alta l’attenzione per tre minuti non è facile come sembra, per questo suggerisco di guardare accuratamente i video dei vincitori delle edizioni passate, sia italiane che straniere, per studiare meglio la tecnica e la gestualità di comunicazione. Per questo 2018 FameLab Italia si è appena concluso e c’è tutto il tempo per prepararsi a quello del 2019! Pronti a partecipare?

Vulp

Fonti:

FameLab Italia

FameLab International

Animatori Scientifici e Dove Trovarli

Nell’ambito della divulgazione scientifica, una “specie” misteriosa e poco conosciuta è quella dell’animatore scientifico. La prima volta in cui mi sono imbattuta in questa figura è stato qualche anno fa al Science Museum di Londra e un ragazzo dello staff del museo si stava sistemando un copricapo, quasi un elmetto, che lo faceva assomigliare terribilmente ad uno scarafaggio. Ancora più curioso era il fatto che stavano facendo la stessa cosa un nugulo di bambini lì in visita. Scoprii, poco dopo, che il museo organizzava tour “a tema” per i bambini e, quello che avevo visto, riguardava la scoperta delle invenzioni umane attraverso gli occhi degli scarafaggi.

Quindi, di cosa si occupa un animatore scientifico? Prima di tutto è la figura che rende speciale la visita sia per i bambini sia per gli adulti. Il suo ruolo è quello di guidare e spiegare i contenuti delle mostre e dei laboratori grazie alle sue competenze scientifiche. L’animatore scientifico è una interessante opportunità lavorativa soprattutto per i giovani, infatti vengono cercati, solitamente, ragazzi tra i 19 e i 35 anni, meglio se studenti universitari, laureati o dottorandi in ambito scientifico. Si hanno maggiori possibilità di essere selezionati se si presentano precedenti esperienze di animazione o di lavoro a contatto col pubblico. Sono richieste, quindi, ottime capacità di comunicazione e una buona dose di pazienza.

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Albert cerca volontari! (Credit to the author)

L’animatore scientifico viene richiesto per animare i festival (come quello di Genova, qui il bando dell’anno scorso), per guidare i visitatori nei musei (ad es. Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano), inoltre è richiesto in altre strutture che si occupano di attività educative come parchi, riserve naturali, giardini zoologici e acquari (ad es. Ambiente Parco di Brescia). Per uniformarsi meglio allo stile della struttura o dell’evento, solitamente, viene svolta una breve formazione obbligatoria. Nel caso in cui foste interessati ad approfondire le tematiche di comunicazione e divulgazione scientifica, l’associazione ScienzaE, da cinque anni, organizza, a partire da ottobre/novembre, un corso gratuito propedeutico per diventare animatori scientifici.

Allora, cosa state aspettando?

Vulp

Fonti

tour Science Museum

Bando 2017 animatore scientifico Festival della Scienza di Genova

Bando 2018 animatore scientifico Festival della Scienza di Genova

Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano

Ambiente Parco di Brescia

Associazione ScienzaE di Imola

SCIENTISTS, ASSEMBLE!

Proprio come per i supereroi, il vero potere degli scienziati sta nella collaborazione e nella condivisione. Per poter avvicinare bambini e adulti alla scienza sono nati, negli anni, festival e incontri che hanno permesso di guardare con altri occhi materie non sempre amate a scuola. Ce ne sono moltissimi: locali, nazionali e internazionali. Un poutpourri di eventi che trova casa e sostegno in EUSEA (European Science Events Association).

Ma di che cosa stiamo parlando esattamente? EUSEA è una piattaforma internazionale che promuove e sostiene eventi di carattere scientifico in Europa. Tra i suoi iscritti troviamo il “Festival della Scienza” di Genova e “Palermoscienza”, solo per citarne due italiani. Gli iscritti sono per lo più associazioni, istituzioni, università che organizzano e/o partecipano a eventi scientifici pubblici. E’ anche possibile iscriversi come membri singoli a condizione che si abbia un ruolo attivo negli eventi indicati sopra. Nel caso voleste saperne di più ”dal vivo” è possibile partecipare (anche per i non iscritti) alla conferenza annuale che EUSEA organizza, quest’anno a Madrid.

Al momento, EUSEA, in collaborazione con il programma europeo “Horizon2020” e altri partner, sta sostenendo due progetti veramente interessanti.

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Credits: EUSEA

Il primo si chiama “Nucleus” ed è un progetto quadriennale riguardante lo studio del metodo di relazione tra enti ed istituzioni scientifiche, il superamento di ostacoli e barriere di comunicazione tra loro per ottimizzare e implementare, anche sul piano pratico, la ricerca e l’innovazione sostenibile. Proprio come le cellule, che da sole non hanno possibilità di sopravvivere, insieme, invece, creano meraviglie.

Il secondo progetto, si chiama “Perform” e si pone come obiettivo quello di insegnare agli adolescenti la scienza e i suoi metodi attraverso le arti sceniche. Mediante un approccio non convenzionale i ragazzi possono approfondire, ad esempio, in cosa consiste una professione STEM, riflettere e rompere gli stereotipi sulla scienza e sugli scienziati, dibattere sulla bio-etica, in quali sfide della nostra società la scienza può venirci in aiuto. Il “metodo Perform” è in uso in più di 30 scuole tra Spagna, Francia e Regno Unito. Chissà che, un giorno, venga utilizzato anche da qualche scuola italiana!

I progetti e la piattaforma EUSEA sono facilmente consultabili on-line attraverso i link che vi riporto in basso. I siti sono in inglese, strutturalmente ben organizzati e le informazioni sono riportate in modo chiaro.

Allora, chi partecipa?

Vulp

Fonti

EUSEA

Progetto NUCLEUS

Progetto PERFORM