QUANDO TI SI ACCENDE LA LAMPADINA

Sapete quando sui social vi capitono sotto gli occhi gli eventi pubblicizzati e a piè pari li saltiamo, senza nemmeno guardarli? Ecco, stavo per fare esattamente questo quando sono stata attratta dal titolo di un worshop “Lampade fantastiche e come crearle ” di Creative-Cables. Bene, mi ci sono iscritta e un paio di giorni dopo ero in Alessandria, nel negozio, illuminatissimo e coloratissimo, davanti ad una serie di pezzi sfusi che sarebbero dovuti diventare tra le mie mani una lampada FUNZIONANTE. Considerate le mie scarse abilità pratiche ero un po’ perplessa, ma non avevo intenzione di gettare la spugna!

Non ero l’unica. Tutte fanciulle piene di speranze, che seguivano passo passo le indicazioni dell’elettricista (l’unico uomo, poveraccio). Ci siamo trovate tutte ad aremeggiare con, pinze, fili (occhio alla messa a terra!), cacciaviti, scotch.. I

sdr

Interno lampada, collegamenti di fase e nutro

Nella prima parte del lavoro, dopo aver scelto la lampada, la si smontava completamente e si collegavano i fili di rame ai punti di neutro e fase. Nel nostro caso il filo della messa a terra veniva tagliato perchè non era necessario collegarlo (ed evitavamo che prendesse fuoco la nostra lampada).

cof

Collegamento dei cavi dentro l’interruttore

La seconda parte è stata incentrata sui collegamenti all’interno dell’interruttore. Se no la lampada si accende e si spegne solo con la spina inserita o meno. E’ stata la parte più difficile secondo me, perchè si lavora già nel piccolo, ma a questo punto si viene davvero messi a dura prova. Bisogna collegare i fili due volte, da un lato e dall’altra, e fare in modo che stiano dentro all’interruttore.

cof

Collegamento dei fili nella spina

Terza e ultima fase: collegare i fili alla spina e chiudere bene tutto.

sdr

Lampada con lampadina, i collegamenti funzionano!

Una volta concluso l’assemblaggio si inserisce la lampadina e si procede col test della verità: attaccare ad una presa e accendere l’interruttore.

Funziona!

Pensate di provare anche voi?

Vulp

 

 

Annunci

A cena con Darwin – Cibo, bevande ed evoluzione — Diario di un giovane naturalista

Sarà  che mi è saltato all’occhio il nome di Darwin, sarà che l’articolo è ben scritto, sarà che l’autore del libro bazzica per edimburgo, sarà… voi lettori, conoscevate già questo titolo?

Vulp

 

E se l’atto del mangiare e delle relative scelte alimentari fosse anche legato a qualcosa di più “profondo”? E se alla base ci fossero anche delle vere e proprie scelte evolutive, che ci accompagnano da prima che Homo sapiens nascesse? In fondo, se l’evoluzione non avesse favorito la nascita dell’uovo oggi molte delle nostre pietanze […]

via A cena con Darwin – Cibo, bevande ed evoluzione — Diario di un giovane naturalista

#SCIENCETOO

Ok, è vero, l’otto marzo ce lo siamo lasciato alle spalle da un pezzo. Considerazioni, eventi e feste più o meno condivise e condivisibili anche. C’è un “però” che rimane lì, vicino al mio orecchio e ronza senza sosta. Quel “però” mi fa incavolare tanto, tantissimo, perchè spesso vedo che la storia non cambia. Dobbiamo avere una giornata per essere festeggiate come “donne” e poi quando si presenta un argomento, uno qualsiasi, da un punto di vista femminile la gente (uomini e donne) iniziano a sbuffare. Se non peggio.

Quindi, ho deciso di non arrabbiarmi, chè fa male alla salute, ma far,  più o meno, metaforicamente saltare i nervi a chi si stufa facilmente a sentir parlare di “questione femminile”. Bene signori e signore, la “questione femminile” esiste ed esiste purtroppo anche negli ambiti scientifici. Il famoso movimento MeToo, che ha portato moltissime donne a parlare degli abusi fisici e verbali che hanno subito, ha scosso tutto il mondo. “Ma come? Sappiamo che ci sono, ma parliamone a bassa voce, per carità!” La risposta a questi soggetti è “MA ANCHE NO!”.

sciencetoo

credit to the author

Qualcuno è arrivato ben prima di me e ha fatto partire un movimento diciamo “integrato” a MeToo, il MetooSTEM , che si occupa di molestie subite in ambienti scientifici, come lavoro e università. Insomma, non sempre la scienza è pulita. Ci sono le storie di chi ha subito, ma anche di come si è rialzata. Si può condividere la propria storia, prendere parte ad iniziative oppure fare una donazione che verrà utilizzata per aiutare le donne che hanno subito abusi. Per quanto riguarda l’Italia non c’è un vero e proprio corrispettivo. Per  MeToo, posso indicare il movimento NonUnaDiMeno, invece, per quanto riguarda le donne nella scienza, l’anno scorso era stato organizzato la conferenza di  Donne e Scienza che, con anche altre organizzazioni,  aveva posto come tema di discussione il “WeTooInScience”, cioè quando e quanto il sessismo renda limitante il lavoro femminile in ambito scientifico.

Sottolineo che è dovere di tutti combattere le discriminazioni e gli abusi, che non sono sempre rivolte al genere femminile. Purtroppo è innegabile che l’ago della bilancia stia ancora pendendo dal lato rosa del mondo. Per questo, agli uomini che si rendono conto che c’è in atto un comportamento sessista o sanno di atteggiamenti non adeguati nei confronti di amiche, fidanzate o colleghe, diciamo “ALZATE LA VOCE!” e non girate gli occhi da un altra parte! Agli uomini che invece non pensano di essere mai stati testimoni di situazioni del genere suggerisco di parlare anche solo con qualche collega, vedrete che inizierete ad essere più sensibili al tema.

Come avrete capito l’argomento di di questo post mi è particolarmente caro, spero che lo sia diventato anche per voi!

Vulp

Le donne che ci hanno dato i vaccini

Buona festa donne!
Non dimentichiamo chi ci ha preceduto nel conquistarsi un posto nel mondo che non fosse solo quello vicino ai fornelli, perchè è anche grazie a loro se un giorno romperemo il “soffitto di cristallo”!

IoVaccino

Chi non ha mai sentito parlare di Edward Jenner, l’inventore dei vaccini moderni? O di Jonas Salk, che con il suo vaccino contro la polio ha cambiato il mondo? Il loro nome è molto noto, lo è meno invece quello delle donne che hanno lavorato alla creazione delle moderne vaccinazioni.

Oggi ve ne presentiamo alcune, grazie allo splendido articolo di Vaccines Work che abbiamo tradotto per omaggiare tutte le donne.

Festa-donna-2019

Lady Mary Wortley Montagu (1689-1762)

Lady-Mary-Wortley-MontaguImmagine da Britannica

Lady Mary Wortley Montagu sfidò le convenzioni e introdusse l’inoculazione del vaiolo nella medicina occidentale. Durante i suoi viaggi nell’impero ottomano, osservando le abitudini turche, ha assistito alla pratica di inoculazione contro il vaiolo, detta variolizzazione. Lady Mary era desiderosa di risparmiare ai suoi figli la sofferenza di questa tragica malattia, così nel 1718 fece inoculare suo figlio Edward. Al suo ritorno a Londra, ha promosso la procedura, nonostante…

View original post 716 altre parole

COSMETICI QUESTI SCONOSCIUTI!

Titolo : IL TRUCCO C’È E SI VEDE – Inganni e bugie sui cosmetici. E i consigli per difendersi.

Autrice: Beatrice Mautino

Casa Editrice : ChiareLettere

Pagine: 230

Disponibile anche in formato e-book

Questo non è un libro, è un vero e proprio tesoro! Vi vedo già lì a storcere il naso non appena avete letto la parola “trucco” e avete capito che ci si riferiva al make-up e non alle tecniche Houdini. Ed è proprio qui che lo spirito scettico che è in voi dovrebbe uscire dal letargo e verificare la bontà del testo di cui stiamo parlando. In effetti, sì, Beatrice Mautino parla di creme, make-up e prodotti per i capelli MA in modo scientifico e oggettivo. E vorrei ben vedere, perchè l’autrice è biotecnologa con esperienza di ricerca nel campo delle neuroscienze e giornalista scientifica con firma su LeScienze. Insomma, non la prima fanciulla capitata sotto mano.

Quindi, che cosa leggeremo di diverso da quello che c’è scritto sui prodotti che usiamo abitualmente? Ecco, innanzitutto impareremo a leggere le etichette con l’INCI (quella trafila di componenti scritti in carattere 5), ad andare oltre la pubblicità e alle fantapromesse a cui tutti noi abbocchiamo. Per fare qualche esempio: sappiamo della pericolosità dei parabeni, ma di spiegazioni vere e proprie non ne abbiamo viste nemmeno l’ombra; ci illuminiamo quando un prodotto presenta i bollini che garantiscono il non uso di animali, ma non sappiamo nulla su come l’azienda li abbia ottenuti e secondo quali controlli; noi ragazze possiamo stare per ore a scegliere il mascara perfetto senza sapere se davvero ci siano lampanti differenze nel contenuto. Tra le pagine troverete le risposte a questi argomenti e molti altri. Non so voi, ma a me sembra parecchio il materiale interessante. Tra l’altro la Mautino ci va fino in fondo al problema a suon di ricerca, paper scientifici (che vengono indicati a piè di pagina) e interviste a veri vip della cosmesi, quindi non c’è spazio per la fantasia e l’invenzione.

IL TRUCCO C'è E SI VEDE

Credits to the authors

Ho letto “Il trucco c’è e si vede” in meno di 24 ore perchè l’ho trovato interessante nei contenuti e nello stile di scrittura, fresco e accattivante. Non è necessario essere esperti del settore per affrontarne la lettura, ma può essere particolarmente piacevole per chi conosce in modo più tecnico il mondo della cosmetica. Lo consiglierei come lettura per le/gli appassionate/i perchè davvero c’è un mondo nascosto sotto il packaging dello shampoo appena acquistato, ma anche come lettura consigliata per gli studenti di scuole professionali o universitari che hanno a che fare con questo settore.

Buona lettura!

Vulp

Your Death Matters

Darwin_Evolve

Credit to Darwin Award

Per festeggiare il Darwin day, che cade nel giorno del compleanno del buon Charles, vi invito a fare due risate con i Darwin Award, ovvero il premio assegnato alla persona la cui morte, particolarmente spettacolare, ha permesso il miglioramento del pool genetico umano. In altre parole,un soggetto che schiattando non ha permesso che la sua stupidità venisse ereditata. Il premio è stato inventato nel 1993 dall’allora studentessa Wendy Northcutt e ha ancora oggi successo. Per poter candidare qualcuno al Darwin Award ci sono cinque regole da rispettare: Impossibilità di riprodursi (il soggetto deve essere morto o sterile), Eccellenza (incredibile assenza di capacità di giudizio), Autoselezione (essere causa della propria dipartita), Maturità (essere in grado di intendere e volere), Veridicità (la storia deve essere verificabile). Ci sono tantissime storie da leggere, a partire da quelle dei primi anni fino agli episodi recenti e candidati al premio. Per votare è molto semplice: leggete la storia del “beta minus” di turno e assegnate un voto da 1 a 10. Avete solo l’imbarazzo della scelta a questo punto!

Buona lettura!

Vulp

Fonte

Darwin Award sito

Idee per San Valentino!

La traiettoria di Cupido (parte 1)

La traiettoria di Cupido (parte 2)

love potions

credits to the author

Le idee per San Valentino di cui vi avevo parlato in questi post l’anno scorso sono ancora valide! Occhio che la mostra sulla Nasa non è più disponibile, ma se la vostra dolce metà è di stomaco forte potete visitare la mostra “Real Bodies” a Milano.

Vulp

LA BIBLIOTECA DI FERMAT

Immaginate di avere la possibilità di consultare attraverso una biblioteca virtuale, gratuita e aperta, gli articoli accademici che vi interessano e poter scrivere note a margine. Non immaginate più, esiste già! Si chiama Fermat’s Library e prende il nome dal noto matematico del XVII secolo, il quale appuntò “L’ultimo teorema di Fermat” a margine del L’Arithmetica” di Diofanto di Alessandria. Lo scopo principale di “Fermat’s Library” è rendere più facilmente accessibile la conoscenza attraverso la condivisione e la discussione sulla piattaforma di articoli che toccano argomenti di matematica, fisica, economia, scienze informatiche e biologia. Il progetto è nato nel 2015 da un gruppo di giovani scienziati operanti nel campo dell’informatica e della fisica. Gente uscita dal MIT, Standford e IST , mica noccioline. Inoltre, se qualcuno pensa di poter essere utile alla causa può contattarli a questo indirizzo mail: team@fermatslibrary.com.

Avete mai usato questa piattaforma? E’ stata utile per il vostro lavoro o la vostra tesi?

Vulp

4-pierre-de-fermat-1601-1665-granger